Cosa vedere a Susa in un giorno di Primavera

Se sei in cerca di una scampagnata primaverile,non puoi perderti il nostro itinerario su cosa vedere a Susa ripercorrendo le vie del centro storico. Camminerai tra rovine romane, mandorli in fiore e il Rocciamelone a far da cornice, e se poi ti viene fame non pensarci due volte ed entra da Favro a gustarti una meravigliosa e dolce focaccia segusina.

Indice

Susa, una storia antica

Susa gode di un microclima decisamente unico, la primavera qua arriva prima di ogni altro posto nella valle, non puoi perderti l’occasione di passare una giornata lontano dalla frenesia cittadina. Niente adrenalina o scampagnate in montagna per noi. Questo fine settimana ci concediamo una piacevole passeggiata a ritmo lento ammirando l’esplosione della primavera con tanto di scorpacciata finale! Siamo a Susa: l’antica porta d’Italia. Susa è una cittadina piccola e con una storia da raccontare molto antica, un pò come Avigliana, si gira tranquillamente a piedi quindi dimenticati la macchina e passeggia a ritmo lento: ci puoi arrivare con il treno o con l’auto. Se vieni in macchina, un parcheggio comodo e gratuito è quello di Piazza Conte Oddone.

Come arrivare a susa

In treno

Susa  è collegata dalla stazione ferroviaria a Torino. La stazione di Susa è un fine corsa, da Bussoleno infatti partono 2 diramazioni ferroviarie: una che va verso Bardonecchia e l’altra che finisce a Susa, la stazione successiva a Bussoleno. Cliccando qui puoi facilmente calcolare il tuo percorso.
Una volta arrivato alla stazione di Susa ti troverai a due passi da centro storico.

In auto

Percorrendo la tangenziale di Torino imbocca la A32 in direzione Traforo del Frejus, ed esci a Susa, in alternativa da Torino  puoi prendere l’uscita ad Avigliana Ovest e percorrere indifferentemente la S.S. 24 o la S.S. 25

Controlla la mappa che ti abbiamo allegato per vedere dove ti consiglianmo parcheggiare per la partenza del tuo tour.

Cosa vedere a Susa

La cittadina di Susa ha origine molto antiche, da sempre considerata come punto strategico di passaggio da e per la Francia. Qui passavano carovane di merci e uomini in pellegrinaggio per Roma. Fonda le sue origini ben precedentemente all’epoca romana, ma è proprio di quest’epoca che possiamo apprezzare le migliori attrattive.

Anfiteatro

Dal parcheggio che ti abbiamo consigliato proseguendo lungo la Via Assietta tieniti sulla sinistra dopo la Chiesa Santa Maria delle Grazie qualche centinaio di metri dopo incontrerai l’Anfiteatro Romano liberamente aperto al pubblico. Qui si svolgevano i combattimenti fra gladiatori e le scene di caccia chiamate “venationes“. Al suo interno è visibile una stretta galleria che mette in comunicazione quattro camere, le “carceres”, questi locali servivano ad accogliere bestie e animali prima del combattimento. É aperto al pubblico, ci si può entrare liberamente.

Acquedotto Romano

Tornando indietro per la stessa strada, prima di arrivare al parcheggio, ti consigliamo di prendere Via degli Archi, dopo alcuni gradini ti troverai di fronte all’Acquedotto romano. Per diversi anni ci si è interrogati sull’origine di questi archi finché all’interno del recinto del castello furono rinvenuti sistemi di canalizzazione e conservazione dell’acqua che lasciarono intendere che questa struttura servisse per trasportare l’acqua pescata probabilmente dalle terre di Gravere fino a Segusium (oggi Susa) dove veniva poi spartita tra bagni pubblici e terme.

Altare Celtico

Gli Archi sono costruiti su di un altare di origine celtica volto verso il Rocciamelone, su queste rocce è possibile vedere le coppelle, incisioni a scodella collegate tra loro da canaletti. Si pensa che i druidi sacrificavano su queste rocce animali ed esseri umani ed in base alla direzione che il sangue seguiva nelle incisioni, traevano i loro auspici. Adiacente alle coppelle si trova un pozzo scavato nella roccia, ora ricoperto da una griglia, anch’esso risalente all’età celtica.

Arco di Augusto

Alza lo sguardo e ti troverai di fronte l’imponente Arco di Augusto. E’ stato costruito nel 9-8 a. C. voluto da Cozio, figlio del re Donno e prefetto delle 14 popolazioni che costituivano il regno dei Cozii sui due versanti delle Alpi per suggellare il patto di alleanza con Roma. L’Arco di Augusto sorge sull’antica strada delle Gallie e noterai passandoci sotto che incornicia perfettamente il Rocciamelone, che domina la città di Susa. Questa montagna alta oltre 3550 mt era considerata sacra per la gente della città già dai tempi celtici dei Druidi. Rivestito da blocchi di marmo bianco delle vicine cave di Foresto l’arco è molto ben conservato. Sui lati lunghi (nord e sud) è visibile la scena del sacrificio compiuto da Cozio alla presenza dei Romani (rito chiamato suovetaurilia, dal nome delle vittime sacrificate: un maiale = sus, un ariete = ovis, un toro = taurus), con il quale il patto fra i due popoli riceveva la sua benedizione.

Parco Augusto

Rimaniamo incantate da tutto questo, inoltre quest’aria primaverile rende ancora più piacevole la nostra passeggiata, l’arietta smuove gli alberi che emanano un’intenso profumo floreale. Superato l’arco, potrai rilassarti nell’area del parco ammirando i tetti di Susa da una delle panchine ascoltando il cinguettio degli uccellini e respirando a pieni poloni il profumo dei fiori appena sbocciati. Anche noi ci prendiamo del tempo per fotografare e nel mentre fantasticare su come doveva essere Susa ai tempi dell’Antica Roma. Sicuramente una città così è tutta da scoprire, senza fretta e con macchina fotografica alla mano.

Porta Savoia e Cattedrale di San Giusto

Scendiamo verso Via Impero Romano passando attraverso l’antica porta di accesso orientale Porta Savoia, anche chiamata “del Paradiso” dove accanto è presente la Cattedrale di San Giusto, sempre visitabile.

I prodotti segusini da portare a casa te

Decidiamo di proseguire perché sentiamo già il profumo della Focaccia dolce di Susa della panetteria Favro. Se non la conosci e passi di qua, prendila! É deliziosa ed è… dolce! Soffice e ricoperta di zucchero una festa per le tue papille gustative. “Buona volontà e dedizione” sono i segreti della famiglia di panettieri che da generazioni impasta ingredienti semplici come farina, burro, uova. Inutile dire che fù un successo e lo è ancora oggi! Nel periodo dell’epifania se trovi la fava occhio che ti tocca pagar da bere, e giusto per rimanere sul pezzo seguendo Via Francesco Rolando, se sei in orario di aperitivo, fermati da Clarea Vini Croda d’Titin e assaggia un bicchiere di vino Avanà. L’avanà è un antico vitigno autoctono della Val di Susa, difficile che ti capiterà di trovarlo altrove.

I ristoranti segusini e nelle vicinanze che ci piacciono

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