Ponte Tibetano delle Gorge di San Gervasio

Un ponte traballante sospeso nel vuoto, 469 mt con il fiato sospeso sulle Gorges di San Gervasio. Stiamo parlando del Ponte Tibetano più lungo del mondo, (si, proprio del mondo)! Ci troviamo a Claviere, in alta Valle di Susa tra il Colle del Monginevro e il comune di Cesana.

Indice

Quando ci è balenata in testa l’idea di provare quest’esperienza non sapevamo bene cosa aspettarci, certo è che nessuno di noi aveva fatto i conti con le proprie vertigini e sì, non sarà il classico ponte tibetano a mo’ di funambolo, ma comunque nonostante la presenza dei pioli a rendere i passi più certi, non è propriamente il massimo della serenità. Diciamo che è una botta di vita per chi non si lancia tutti i giorni in esperienze adrenaliniche. In ogni caso non ti preoccupare, se arrivi lì e non te la senti, c’è un piano B! Se rinunci ad affrontare il temerario ponte traballante nel vuoto potrai percorrere le Gorges di San Gervasio con i piedi per terra. Il sentiero si snoda attraverso questa gola e il percorso è uguale a quello del ponte tibetano, solo a 100 metri in meno d’altezza. La passeggiata dura circa 40 minuti e si attraversa le gole su passerelle di legno sospese sopra il torrente Piccola Dora. Ahhh che bel freschetto e che goduria! Se questi paesaggi ti fanno perdere la testa dai un’occhiata anche a alla Ferrata dell’Orrido di Foresto. Qui nelle Gorges sarà strano pensarlo ma una volta c’era il mare, le rocce calcaree infatti racchiudono al loro interno fossili di coralli e conchiglie di ostriche, davvero un ambiente geologico e paesaggistico interessante. Il percorso del Ponte Tibetano di Claviere è composto da un totale di 3 ponti e 1 ferrata (facoltativa). Ricordati solo, se hai intenzione di fare anche la parte della ferrata di farti dare con l’attrezzatura anche il caschetto di protezione. Per il resto come abbigliamento ti consigliamo scarpe da ginnastica senza suola rigida e abbigliamento comodo. Uno zainetto con una bottiglia d’acqua potrebbe tornarti utile, specie nelle giornate più calde perché non ci sono punti in cui abbeverarsi lungo il percorso.

Come arrivare al punto di partenza

Per arrivare al punto di partenza del ponte tibetano delle Gorge di San Gervasio occorre seguire la S.S 24. in direzione Claviere. Poco prima dell’abitato si trova il grosso parcheggio con il casotto dove ci si può prenotare per l’esperienza. Dopo il briefing iniziale si indossa il kit noleggiato e si può partire. 

Il percorso

La lunghezza totale del percorso è di circa 500 mt. con 100 mt. di dislivello e si impiegano circa 1.30 – 2.00 h.

La prima parte è costituita da un ponte di circa 70 m che attraversando la gola perpendicolarmente permettendo di di raggiungerne la sponda opposta. Ci si trova così all’imbocco del ponte principale, non visibile dal punto di partenza.

Da qui inizia il secondo ponte, ( il più lungo dei tre), la passerella corre parallela al torrente ad una altezza di circa 25 mt. Il tratto ripercorre la gola attraverso alte pareti di roccia di diversi strati e colori, sormontate da un bellissimo bosco di larici.

L’ambiente è bellissimo, sotto di noi passa il sentiero che attraversa le gole a piedi. Alla fine del secondo ponte ci troviamo di fronte ad una bellissima cascata, siamo arrivati al termine di questo tratto super! Davvero molto panoramico.

Dinanzi a noi 2 scelte: un largo sentiero rimonta il versante della gola fino al terzo ed ultimo ponte oppure (anche qui c’è il piano B) fortemente consigliato, è il percorso della “ Via Ferrata dei Militari”, che inizia qualche metro dopo la cascata. Noi ovviamente fatto 30 decidiamo di fare 31, indossiamo il caschetto, accorciamo gli attacchi e iniziamo l’arrampicata su per la roccia.

Si segue il percorso in verticale lungo la parete con passaggi abbastanza ginnici e perpendicolari fino a raggiungere una antica scala militare, la si percorre fino ad entrare in un vecchio bunker militare quasi strisciando ed una volta usciti alla luce del sole si imbocca il sentiero che scende sulla sinistra e dopo pochi metri ecco di fronte a noi l’ultimo ponte sospeso del percorso della lunghezza di 90 metri. Qui uno dirà, vabbè ormai siete rodati, sì, con l’unica piccola differenza rispetto ai precedenti ponti che qui l’altezza da terra è di oltre 90 metri e si fanno sentire tutti, ma proprio tutti! L’aria ci spettina i capelli e fa dondolare il ponte, vediamo il parcheggio di fronte a noi, solo un burrone ci separa dall’arrivo.

Un lungo e profondo respiro e con la solita botta di incoraggiamento dei partecipanti arrivati al tratto finale, ci buttiamo, è stata dura ma ne è valsa la pena!

Abbiamo attraversato il Ponte Tibetano più lungo del mondo, da non credere. Per qualcuno è stata una passeggiata (mentiva spudoratamente) per altri vera e propria adrenalina – Per noi è stata una giornata super emozionante a tratti “traballante” una di quelle che non possiamo che consigliarti tra le Top esperienze da fare in Val di Susa.

Il sentiero a piedi che passa al di sotto del Ponte Tibetano

Per il sentiero a piedi, si parte dalla base della Rocca Clarì, si segue il sentiero che porta all’inizio del ponte ma si prosegue fino al fondo della gola anziché fermarsi per il percorso sospeso.

Subito iniziato il percorso si trovano alcune pareti di roccia per le arrampicate, si prosegue lungo il corso del fiume esattamente al di sotto del ponte tibetano tra passerelle in legno e gradinate. Alla fine del sentiero, gli ultimi tornanti portano alla base di una rumorosa e bellissima cascata, di fianco ad essa, delle scale conducono fino in cima.

Il sentiero è quasi finito, sale per qualche minuto ancora incontrando diverse terrazze panoramiche, fino a che si arriva in uno spiazzo erboso con tavoli da pic-nic.

Il percorso è breve ma anche molto suggestivo, adatto soprattutto alle famiglie con i bambini, per nulla faticoso se non nell’ultimo tratto di salita dopo la cascata (ma dura pochi minuti).

Consigliato proprio per chi non se la sente di intraprendere il percorso sospeso o per chi deve aspettare amici o consorti che hanno deciso di provare il brivido del vuoto.

Quello che possiamo dire per convincerti a passare “dai piani alti” è: “Se ce l’abbiamo fatta noi puoi farcela sicuramente anche tu” e anzi, se possiamo aggiungere, è proprio una gran figata!

Periodo di apertura del Ponte Tibetano di Claviere

La struttura è aperta nei fine settimana da giugno a settembre e con periodo continuato dal 1° luglio al 30 agosto. É possibile per chi ne fosse sprovvisto noleggiare l’attrezzatura in loco.

COSTO

Il costo è di 10 euro per il noleggio del kit + 5 euro per l’ingresso. Se invece si porta il proprio kit si paga solo il costo del biglietto di accesso al Ponte.

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SCALA DELLE DIFFICOLTA'

L'uscita è adatta alle tue capacità? Puoi aiutarti con la scala delle difficoltà.

Il Club Alpino Italiano ha adottato, a livello nazionale, una scala per distinguere le difficoltà escursionistiche degli itinerari, che esprime una valutazione sul grado di difficoltà. Questa scala tiene conto di tre parametri oggettivi fondamentali: il dislivello, la distanza planimetrica, la segnaletica del percorso.

SCALA DIFFICOLTA' ESCURSIONI

T

(Facile)

Itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri. Sono percorsi abbastanza brevi, ben evidenti e segnalati che non presentano particolari problemi di orientamento. I dislivelli sono usualmente inferiori ai 500m. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica.

E

(Escursionistico)

Itinerari che si volgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m.

EE

(Escursionisti esperti)

Itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l’uso di attrezzatura alpinistica. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica. Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d’orientamento. Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m.

EEA

(Escursionisti Esperti con Attrezzatura alpinistica)

Itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

SCALA DIFFICOLTA' FERRATE

F

(Facile)

Itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

PD

(Poco difficile)

tracciato più articolato con canali e camini, con passaggi verticali e a tratti esposto; normalmente attrezzato con cavo o catena, con pioli e/o scale metalliche fisse.

D

(Difficile)

tracciato continuamente verticale, molto articolato e con tratti esposti; attrezzato con funi metalliche e/o catene, vari infissi metallici che richiedono un certo impegno fisico anche se con l’aiuto di pioli di appoggio.

MD

(Molto difficile)

tracciato su rocce molto ripide ed estremamente articolate, ma senza validi appoggi che richiede anche il superamento di tratti strapiombanti; attrezzato con funi metalliche e/o catene; solo occasionalmente con gradini artificiali che richiedono in ogni caso una notevole forza fisica.

E

(Estremo)

tracciato estremamente difficile, verticale e strapiombante, attrezzato prevalentemente con sola corda fissa e/o catena; gli appoggi esistenti sono esclusivamente naturali ed i pioli fissati sono pochissimi; è necessaria molta forza fisica, soprattutto nelle braccia e se non in possesso di tecnica d’arrampicata, la scalata risulterà eccezionalmente difficile.