Anello Sentiero dei Lecci nella Riserva Naturale dell’Orrido di Chianocco

L’escursione ad anello al sentiero dei lecci in Bassa Val di Susa nella riserva naturale dell’Orrido si Chianocco tra specie mediterranee, animali e fiori incredibili dai mille profumi e colori. Un viaggio in un’oasi xerotermica dai paesaggi mozzafiato!

Indice dell'Articolo

La primavera, con la sua freschezza rigogliosa e i colori che esplodono in ogni angolo, offre un’opportunità unica per esplorare la Riserva Naturale dell’Orrido di Chianocco e immergersi nella sua bellezza rigogliosa. Mentre l’inverno ci delizia con panorami incantati di bianco e azzurro, la primavera risveglia la natura con una tavolozza di verde brillante e fiori multicolori, rendendo ogni passo sul sentiero del Lecci un’esperienza indimenticabile.

Partendo da Chianocco dalla piazzetta 42° Brigata Garibaldi “Walter Fontan” dove abbiamo parcheggiato, oltrepassiamo il ponte arrivando al lato della chiesa San Pietro. Da qui imbocchiamo il sentiero che costeggia il Rio Prebech. Ci addentriamo subito nella Riserva Naturale dell’Orrido di Chianocco, un vero gioiello protetto che si schiude in tutta la sua magnificenza. 

La Riserva Naturale fondata nel 1980 per preservare l’ecosistema unico che ospita l’unica stazione spontanea di leccio in tutto il Piemonte, questa riserva è un santuario di biodiversità. 

Mappa del percorso

Descrizione itinerario

Il sentiero 565 verso la borgata Molé costeggia il fiume fino ad una prima cascata con dei tavoli da picnic. Qui nei pressi è presente anche l’accesso alla ferrata dell’orrido di Chianocco, attualmente chiusa per ordinanza comunale. 

Proseguiamo lungo il sentiero fino alla borgata Molè, circa 1 ora di cammino andando a incrociare per un breve tratto la strada carrozzabile che porta alla borgata con la sua antica Cappella di San Barnaba edificata nel 1755.

Si scende verso Case Comba. Da qui seguiamo il sentiero 541/A e una volta attraversato il Rio si può scorgere tra la boscaglia a sinistra quel che resta di un vecchio mulino, il Mulino Bicera. Da qui si riparte il leggera salita e in poco tempo si raggiungono altri ruderi, quelli della chiesetta di Madonna dei Campi.

Passati i ruderi della Madonna dei Campi al primo bivio che incontriamo scendiamo a destra. La discesa abbastanza ripida ci riporterà nei pressi del canyon dell’orrido.

Nella discesa ci troveremo ad affiancare per 3 volte i tornanti della strada carrozzabile. Al terzo tornante consigliamo di seguire la breve deviazione al belvedere dei Lecci , in 5 minuti arriveremo ad una palafitta in legno che sovrasta dall’alto l’imponente vallata del torrente Prebech con le sue cascate.

Tornati indietro proseguiamo lungo il sentiero dei Lecci che ci porterà fino all’imbocco del canyon dell’orrido, dove termina anche il percorso della ferrata.

Attraversiamo il rio e risaliamo dall’altro versante ricongiungendoci al sentiero fatto all’andata.

Una camminata di media difficoltà  ma che permette di scoprire alcuni dei tanti beni naturalistici della valle. Il sentiero ha un’ottima esposizione al sole ed è ottimo da fare in primavera per apprezzare le numerose specie di flora e fauna presenti nella riserva.

É inoltre possibile allungare il percorso o percorrere altre varianti come il più breve Giro dell’Orrido o il Giro delle Borgate che invece risulta più lungo. 

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