Il giro delle borgate

Un sentiero ad anello che tocca alcune delle più antiche borgate montanare di Oulx, un posto pieno di fascino storia e natura.

Sopra la cittadina di Oulx, antiche borgate dimenticate vegliano la valle dall’alto come immobili antenati testimoni di una storia di vita passata fatta di agricoltura, mani sporche di terra e pastorizia. Il giro delle Borgate è un sentiero ad anello che attraversa Pierremenaud, Vazon, dove è presente il rifugio montano la Chardouse, Lozet, Autagnas, Millaures, Desertes, Balbiere, e Soubras: oggi praticamente prive di abitanti ma in un tempo non molto lontano, fino a prima della seconda guerra, erano densamente popolate al punto che Desertes, ad esempio, era un comune autonomo.

Sulle case sono esposti oggetti di uso domestico rappresentanti di una vita passata e le fontane, nonostante gli anni passino, continuano a sgorgare acqua come se nulla fosse cambiato. Nei boschi e sui pendii la protagonista è la Carlina o Chardouse, da cui prende il nome il rifugio del Vazon, insieme alla rosa canina e alle piante di ginepro, in periodo autunnale invece potrai salire qui per sentire il famoso bramito del cervo. Questi sentieri, godono di un’ottima esposizione al sole ed è un piacere attraversarli in qualsiasi stagione, inoltre ti trovi a due passi da alcune delle vette più belle della zona, scopri di più sulla Valle Stretta e le sue escursioni.

mappa:

Giro delle Borgate

Descrizione itinerario:

Lasciata la macchina a borgata Piermennaud si sale al Vazon imboccando il sentiero che indica “Giro delle borgate” in direzione Lauzet. Si può scegliere se tagliare i tornanti o procedere lungo la mulattiera. Dopo un paio di tornanti si incontra il bivio per la Chiesetta del Cotolivier, qui si può decidere di salire (circa 1 oretta) fino alla cappella e tornare poi qui o procedere direttamente verso la borgata Lauzet.

Arrivati al bivio segnalato di Lauzet, la meridiana sulla Baita segna il punto più alto del percorso delle Borgate, 1780mt. Si scende lungo il ripido sentiero segnalato seguendo le indicazioni Desertes ed arrivati alle baite in ristrutturazione si svolta a destra costeggiando la casa in recupero fino ad un bivio ben segnalato. Da qui si può decidere di: accorciare il giro seguendo sinistra per Autagnas e Soubras oppure proseguire a destra verso Desertes per il giro completo. In ogni caso vi consigliamo una deviazione di 10 minuti fino ad Autagnas per ammirare la sua chiesetta con vista sulla parte alta della Valle della Ripa.

Seguendo Desertes (sentiero 601) si arriva al bivio che porta alle Grange Millaures e ai ruderi della caserma Pian Le Selle, si prosegue in discesa fino alla Chiesa di Sant’Antonio, da qui, ignorando il bivio per Fenils si attraversa la borgata Desertes, con il campanile e la chiesa dedicata a Santa Maria Maddalena. Oltrepassato il paesino si attraversa il Rio Goussieras, e si prosegue verso Balbière sul sentiero principale o seguendo il sentierino detto anche “Sentiero dei Morti” così chiamato per la strada che si faceva per trasportare i defunti da Balbière al cimitero di Desertes.

Arrivati ai ruderi della borgata, si può fare una deviazione alla chiesetta di San Firmino e San Saturnio. Qui é anche presente il Rifugio Balbieres. Da qui si risale lungo un ripido e acciottolato sentiero che attraversa gli assolati pendii sino a raggiungere il bivio con Autagnas. Il giro prosegue verso Soubras, una delle borgate meglio tenute, dove sono anche presenti l’antica fontana “ël Bachà” a forma ottagonale con il lavatoio, la “Vicheria” l’edificio in cui viveva il Cappellano “ël Four” il forno e “l’Eicôrë”, la scuola. Il sentiero attraversa Soubras e risale fino al Vazon, dove è presente anche il rifugio La Chardouse. Circondata da ampi prati, Vazon, ha una graziosa fontana che riporta la data del 1857, coperta da una grande tettoia in scandole di legno. La chiesa dedicata alla Madonna delle Nevi riporta la data del 1710. Da qui si riprende la carreggiata e si scende al punto di partenza: Pierremenaud, (sulle pendici del Monte Cotolivier) Dove é presente una piccola fontana del 1835 ed una chiesetta del 1711 dedicata a Sant’Antonio da Padova.

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ARIANNA e alessandra dell'olio

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