L’insolito carnevale di Lajetto tra Pajassi e Arlecchini a salutar l’inverno

Sono personaggi strani le Barbuire, le puoi incontrare al carnevale di Lajetto. Immaginati una giornata in cui tutto è senza logica. Vieni a scoprire uno dei carnevali alpini più folkloristici della valle.

Indice

LA TRADIZIONE DEI CARNEVALI ALPINI E DEL CARNEVALE DI LAJETTO

Immagina di finire in un mondo dove tutto per un giorno è senza logica, dove strane creature si manifestano. Sono personaggi strani le Barbuire, se non le conosci le puoi incontrare al carnevale di febbraio a Lajetto in una festa di fine inverno completamente fuori dagli schemi.

Il rito del carnevale di Lajetto ha origini antichissime e fa parte dei carnevali alpini; manifesta la fine dell’inverno in una giornata caratterizzata dalla “follia delle Barbuire” tra balli, scherzi, riti propiziatori e maschere volte a beffeggiarsi delle autorità che un tempo opprimevano la popolazione.

Era l’occasione della sregolatezza più totale. I giovani del paese, sotto l’organizzazione della Società Filarmonica di Lajetto, stabilivano i personaggi che dovevano interpretare in questa giornata adoperandosi poi a fabbricare ciascuno la propria maschera.

Nei carnevali alpini troviamo spesso elementi ricorrenti che impersonificano la paura mascherata in: lupi, orsi, animali selvatici, da cui l’uomo doveva difendersi nella sua quotidianità, ma anche medici, signorotti e aristocratici che riversavano una certa pressione sulla popolazione di un tempo e personaggi che invece simboleggiano la rinascita, la luce e invocano la buona stagione agricola.

Carnevale di Laietto - Visit Val di Susa (21)

LAJETTO

Lajetto è una piccola borgata montana a 1000m nel Comune di Condove. Ci troviamo nella bassa Val di Susa a pochi Km da Torino. Il carnevale celebrato qui fino agli anni ‘50, si interruppe poco dopo la fine della seconda guerra mondiale a causa dello spopolarsi delle montagne. 

Oggi grazie all’associazione culturale Le Barbuire riviviamo questo caratteristico e curioso quanto antico evento.

COME ARRIVARE A LAJETTO

  • In macchina:  seguendo la S.S. 24 fino a Condove, poi svoltare alla rotonda prima del Torrente Gravio seguendo le indicazioni per Mocchie SP200. Prima di Arrivare a Mocchie svoltare a destra verso Laietto 3 Km.
  • A piedi da Condove:  per conto tuo o aggregandoti alla passeggiata “A passo di Barbuira” organizzata dalla Pro Loco di Condove nel giorno dell’evento.

Il sentiero ripercorre antiche mulattiere sul sentiero 569 che da Condove giunge fino al Colombardo dove c’è il bellissimo santuario Madonna degli Angeli passando proprio per Lajetto.

Dislivello: 600m
Sviluppo: 4,20Km (sola andata)
Sentiero: 569

IL CARNEVALE DI LAJETTO

Appena arrivati in borgata si respira subito l’aria fresca e frizzantina tipica delle ultime giornate di freddo. Dalle case in pietra, (molte conservano ancora il vecchio stile), spunta il bellissimo campanile della chiesa e inoltrandosi dentro il paesino si fa presto a notare degli strani personaggi aggirarsi, alcuni decisamente eleganti e aggraziati: “I Belli” altri invece decisamente più rozzi, spaventosi e dispettosi “I Brutti. É da questi ultimi che ti devi guardare le spalle: sono decisamente animaleschi e dispettosi. I personaggi che fanno parte dei “Belli” invece al contrario sono figure aggraziate e distinte, e vicino a loro che devi stare se non vuoi farti travolgere dal caos.

PERSONAGGI DEL CARNEVALE DI LAJETTO: I BELLI

Il Dotor (medico)

Una figura molto temuta un tempo perché veniva associato alla malattia e al dolore. Maschera di una certa eleganza il dottore lo si riconosce perché indossa guanti neri e porta un bastone da passeggio e la classica borsa del medico. Si adopera ad intervenire per curare i “Brutti” quando cadono vittime dei loro stessi scherzi.

Carnevale di Laietto - Visit Val di Susa (2)

Il Soldà (il soldato)

Un personaggio che simboleggia la guerra è una figura anch’essa temuta perché ricorda quando i giovani dovevano lasciare le famiglie per unirsi all’esercito, accompagna “Il Dotor” portandogli la valigetta del pronto intervento. Il soldà porta con lui una spada, la stessa che verrà utilizzata nella cerimonia finale, quando si celebrerà la morte dell’inverno.

Questi due personaggi venivano inseriti nel carnevale per esorcizzarne la presenza nella vita di tutti i giorni. Il loro ruolo nel carnevale di Lajetto è quello di accompagnare “I Brutti” nelle loro scorribande per il paese e di intervenire con la loro valigetta del pronto intervento nei, non rari, “incidenti di percorso”. Il pronto intervento non dobbiamo neanche dirlo lascia a desiderare, la medicina è una stisa di vino e di liquore e in caso di recidive il dottore finisce il malcapitato con una pistola a pallini.

Carnevale di Laietto - Visit Val di Susa (2)

“La Tota” e “L Monsù”

Tra i Belli difficile non notare una delle coppie vip tra le Barbuire: “La Tota” e “L Monsù”. Due personaggi eleganti e dal portamento molto distinto. Non li vedrai mai far parte della baldoria che li circonda, preferiscono stare in disparte a guardare i brutti con una nota di disprezzo. “La Tota” e “L Monsù” simboleggiano la borghesia, lontana e distaccata dal popolo contadino e dalla vita di montagna. Attorno alla loro identità aleggia del mistero, gira il vociare che potrebbe trattarsi di una coppia di amanti. La loro presenza nella festa è sempre quieta, non disdegnano il ballo ma si curano di star ben lontani dalla grezzitudine dei Brutti e dai loro show.

“Gli Arlecchini”

Altri due personaggi che saltano subito all’occhio sono “Gli Arlecchini” difficile non notarli, vestiti di bianco con questi lunghi cappelli a punta ricoperti di pompon, fiori colorati colorati e nastrini che voglion ricordare la fioritura degli alberi. Simboleggiano l’arrivo della bella stagione, la rinascita e il buon auspicio. Sono personaggi quieti ad aggraziati e come La Tota e l Monsu’ spiccano in mezzo alla rozzaggine delle altre Barbuire, star vicino a loro ti da una certa sicurezza in quanto non sono mai coinvolti nella baraonda dei brutti. Gli Arlecchini capitanano la sfilata e aprono le danze.

I BRUTTI

”Cobie ‘d vej”

Le”Cobie ‘d vej” fanno parte del gruppo dei Brutti e credici meritano a pieno titolo di rientrare in questo gruppo, le loro maschere fanno letteralmente raccapricciare, simboleggiano esseri malvagi e disinibiti, sono particolarmente disturbatori, dispettosi e inopportuni, emettono dei versacci gutturali terrificanti. Un tempo erano soliti infastidire anche pesantemente le fanciulle del paese oggi sono -un pochino meno inopportune di un tempo-. L’unico che li può tenere a bada però è il Pajasso che li richiama all’ordine con il suo potente grido.

EL PAJASSO

“El Pajasso” (l’uomo selvatico)

É il personaggio principale del carnevale di Lajetto, così chiamato perché sotto le pelli di capra che lo rivestono completamente, è imbottito di paglia. Il Pajass indossa corna di mucca e porta appeso ad una gamba un campanaccio che risuona ad ogni passo, a risvegliare la primavera dopo un lungo inverno. Questo personaggio, comune ai carnevali pagani di tutto il mondo, a Lajetto porta, appeso ad un bastone, un gallo, simbolo del carnevale e della stagione invernale.

IL SACRIFICIO DEL GALLO E LA FINE DELL'INVERNO

Oggi a ciondolare dal bastone del Pajasso è un gallo di plastica ma nel carnevale originale appeso al bastone ce n’era uno vivo e vegeto, almeno finché non veniva sacrificato nel rito finale con il taglio della testa. Cruenza a parte, sono evidenti in questi riti propiziatori le antiche radici pagane quando il sacrificio di un animale serviva come rituale per la fecondazione della terra, l’unico sostentamento della vita in montagna per queste popolazioni. Tutto girava intorno ai campi la loro stessa vita dipendeva dall’agricoltura.

L’evento del Carnevale di Lajetto si svolge in una giornata di fine febbraio (controlla la nostra pagina eventi per non perderti le date di queste manifestazioni). Partecipando a questo evento ti troverai immerso in una baraonda totale,ì. Aspettati dispetti e atteggiamenti inopportuni dal gruppo dei “Brutti”, non guardano in faccia a nessuno. Le Barbuire sfileranno lungo il corteo accompagnate dalla musica tradizionale  suonata dalla Banda e chiamata proprio “ La Marcia delle Barbuire”.
Passando tra le case, il corteo arriva lentamente al grande prato denominato del Terahé, che si trova al fondo del paese. Qui, tra le danze dei personaggi, il Pajasso stacca il gallo dal suo bastone, per appenderlo a testa in giù al ramo di un albero.
Tra lazzi e danze, di tanto in tanto alcuni personaggi tentano di tagliare la testa al gallo, senza riuscirci: ci prova il soldato, ci prova il dottore, e alla fine il Pajasso, che con un colpo netto staccherà la testa all’animale, uccidendo simbolicamente il Carnevale e con esso l’inverno.

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