La Strada Reale storia e trekking da Novalesa a Ferrera Moncenisio

La Strada Reale del Moncenisio, costruita tra XVII e XVIII secolo, era una vitale arteria della Via Francigena tra Italia e Francia. Attraversava il colle del Moncenisio e la Val Cenischia, sfidando condizioni estreme. Viandanti e mercanti la percorrevano a piedi o a dorso di mulo, guidati dai Marrons o seguendo pali segnaletici. Oggi, questo storico percorso offre un’esperienza autentica per gli appassionati di trekking e storia.

Indice

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I confini non esistono – 30 giugno 2024

Percorso: Moncenisio – Novalesa
partenza: ore 17.00
durata: 3 ore
dislivello negativo: 700 metri
lunghezza: 7 km

Narratore: Matteo Caccia

Evento finale: Lumina – Concerto a Lume di Candela di Remo Anzovino all’Anfiteatro Romano di Susa 

Immagina di dover attraversare le Alpi quando non esistevano ancora strade, tunnel, treni e non potevi certo usare l’auto come facciamo oggi. Dovevi andare a piedi o a dorso di mulo, lungo un tortuoso sentiero lastricato di pietra, spesso sommerso dalla neve.

Oggi ti portiamo a scoprire la Strada Reale del Moncenisio, la via che per secoli è stata il cuore pulsante dei viaggiatori tra Italia e Francia. Questo itinerario ripercorre l’antica Strada di Francia, o Via Francigena, e venne così denominata nel XVIII sec. perché ampliata e ammodernata sotto Vittorio Amedeo II di Savoia per usi anche militari al fine di raggiungere più agevolmente il colle del Moncenisio da Susa.

Fin dal Medioevo, la Strada Reale era una vitale arteria della Via Francigena, facilitava il movimento di persone e merci tra Italia e Francia e dava un grande impulso all’economia locale. Pellegrini, mercanti e persino nobili si affidavano a questo arduo passaggio. Immagina questi avventurieri sfidare boschi fitti e un sentiero stretto e impervio fino al valico del Moncenisio, estenuante d’estate e ancora più pericoloso d’inverno, quando la neve copriva tutto e le valanghe erano sempre in agguato.

Affrontare queste montagne senza una guida esperta del posto, i famosi Marrons, era un’impresa rischiosissima. Bisognava arrivare a Venaus o a Novalesa e ingaggiare uno di questi intrepidi esperti per attraversare la montagna in sicurezza. Chi non poteva permettersi una guida, seguiva i lunghi pali segnaletici lasciati dai Marrons per orientarsi nella neve, ma spesso questo non bastava il viaggio non era quasi mai privo di incidenti.

La Strada Reale del Moncenisio non era solo un percorso, ma un’avventura epica che ha segnato la storia di chi l’ha attraversato e oggi, camminare su queste antiche vie ti fa sentire parte di quel viaggio straordinario. 

Che tu sia un appassionato di trekking, un amante della storia o un semplice esploratore, la Strada Reale del Moncenisio ti invita a vivere un’esperienza autentica, proprio come un tempo.

Strada Reale Novalesa - Ferrera Moncenisio - Visit Val di Susa
Strada Reale Novalesa - Ferrera Moncenisio - Visit Val di Susa

Il Percorso della Strada Reale

La strada reale partiva da Torino e portava in Francia attraverso il Colle del Moncenisio, ma in questo articolo parleremo solo dell’ultimo tratto che ancora conserva parti intatte dell’antica strada quello da Novalesa al Moncenisio.

Da Novalesa, la Strada Reale affrontava una salita impegnativa verso il passo del Moncenisio, attraversando una natura selvaggia e spettacolare. Il primo tratto, da Novalesa al Piano di San Nicolao, passava da Ferrera Cenisio ed era caratterizzato da salite e discese, alcune particolarmente ripide.

Lungo questo tratto, si incontravano diverse cappelle, come quella di Sant’Antonio, San Pancrazio, San Giuseppe e Santa Barbara, che offrivano un momento di sosta e riflessione ai viaggiatori. 

Superata la Piana di San Nicolao (luogo dove oggi viene chiusa la strada per il Moncenisio in inverno), la strada si inerpicava lungo le pendici della montagna, offrendo panorami mozzafiato sulla valle sottostante. Questo tratto, conosciuto come “le Scale” (su cui passa oggi la strada carrozzabile) era particolarmente impegnativo per via dei ripidi tornanti che mettevano a dura prova la resistenza dei viaggiatori.

Il percorso proseguiva poi fino alla Gran Croce, un piccolo abitato e punto di sosta obbligato prima di affrontare l’ultimo tratto di salita verso il passo (oggi alle spalle del gabbiotto di confine). Da qui, la vista si apriva sulla maestosità delle montagne circostanti, regalando ai viaggiatori un’esperienza indimenticabile.

Il Moncenisio non era come lo conosciamo oggi. Fino ai primi del ‘900, la diga non esisteva e la piana del Moncenisio si presentava con due laghi, un lago piccolo e uno più grande che iniziava di fronte all’Ospizio e si concludeva oltre l’Albergo della posta (entrambi ormai sommersi dal lago artificiale), con al centro un piccolo isolotto disabitato.

Una volta giunti alla Gran Croce, i viaggiatori venivano caricati sulle Ramasse, pronte a farli scivolare a folle velocità sulla neve o sull’erba fino a Lanslebourg. Questa corsa in slitta, veloce e divertente, era la parte più emozionante del viaggio, una vera attrazione nei passaggi invernali.

I Marrons e il loro ruolo nel trasporto sul Moncenisio

I Marrons erano guide alpine esperte, abitanti del luogo che accompagnavano i viaggiatori, trasportandoli su portantine, chiamate “cadreghe“, o su robuste slitte, conosciute come “ramasses“, originariamente costruite con fasci di rami intrecciati che per secoli hanno giocato un ruolo cruciale nell’attraversamento del Moncenisio, questo prima della costruzione della strada carrozzabile napoleonica agli inizi dell’Ottocento.

Le strutture lungo la Strada Reale

Percorrendo la Strada Reale, uno dei punti di riferimento fondamentali era l’Abbazia di Novalesa fondata nell’VIII secolo, questa abbazia offriva ospitalità ai viaggiatori e gestiva un ricovero sulla piana del colle, rendendo Novalesa un importante punto di sosta lungo l’itinerario.

Lungo la Strada Reale, si svilupparono numerose attività economiche legate al transito di persone e merci. Oltre all’ospitalità offerta dall’Abbazia di Novalesa, sorsero locande, osterie e stazioni di cambio per i cavalli, creando un vivace tessuto economico locale. 

Ferrera Cenisio, in particolare, divenne un importante centro di sosta, con ben quattro alberghi: “Sant’Antonio“, “dell’Angelo“, “della Croce Bianca” e “del Montone“.


Il declino della Strada Reale: la costruzione della Strada Napoleonica

La costruzione della strada napoleonica agli inizi dell’Ottocento segnò una svolta epocale per la Strada Reale e la Val Cenischia. Riconoscendo l’importanza strategica di una via più rapida tra Francia e Italia, Napoleone ordinò la costruzione di una moderna strada carrozzabile attraverso il Passo del Moncenisio. 

Napoleone fece costruire lungo il percorso 25 rifugi (le case cantoniere), finanziati dai pedaggi, per mantenere la strada sicura e sempre funzionante.

Questa nuova strada, che è quella sul tracciato che percorri oggi partendo da Susa, aggirava i tradizionali borghi di Ferrera, Novalesa e Venaus, che da tempo beneficiavano del flusso di viaggiatori e merci lungo la Strada Reale. 

Questo cambiamento di percorso ebbe un profondo impatto sull’economia e sullo stile di vita locale. Con la deviazione del traffico verso la strada napoleonica, gli abitanti di Ferrera, Novalesa e Venaus videro diminuire drasticamente la loro principale fonte di reddito e i marrons“, persero il loro sostentamento. Alcuni trovarono lavoro nella costruzione della nuova strada, ma molti furono costretti a cercare mezzi di sostentamento alternativi o a emigrare, portando a un calo della popolazione.

La Strada Reale, non più arteria vitale per i commerci e gli spostamenti, venne progressivamente abbandonata. Alcuni tratti furono trasformati in strade comunali o inglobati nella moderna rete viaria, mentre altri tornarono a essere mulattiere o sentieri. 

Nonostante il suo declino, la Strada Reale rimane oggi un’importante testimonianza storica, ricca di fascino, che ricorda il ruolo centrale della Val Cenischia nei viaggi transalpini prima dell’epoca napoleonica.

Il punto più spettacolare dell’intera vecchia strada napoleonica coincidente con l’attuale strada carrozzabile resta quello dei tornanti della Gran Scala, dove si possono ancora vedere i guard rail in pietra e legno fedeli agli originali del periodo napoleonico.

Presso l’ingresso del museo del Moncenisio alla Piramide al Plain de Fontanette, territorio diventato francese nel 1947, sono conservate le antiche pietre miliari asportate dalle loro sedi originarie in cima al Colle, a testimonianza di questo affascinante e storico percorso.

Strada Reale Novalesa - Ferrera Moncenisio - Visit Val di Susa
Strada Reale Novalesa - Ferrera Moncenisio - Visit Val di Susa

Riscoprire la Strada Reale

Oggi ti invitiamo alla riscoperta della Strada Reale come percorso escursionistico, un viaggio nel tempo che ti permetterà di rivivere un importante tratto transalpino antecedente all’epoca napoleonica. Ti consigliamo inoltre di fermarti a esplorare i paesini di Venaus, Novalesa e Ferrera Monenisio.

Trekking lungo la Strada Reale da Novalesa a Ferrera Moncenisio – sentiero 581

Questo trekking segue uno degli ultimi tratti della storica Strada Reale da Novalesa a Ferrera  Moncenisio, offrendo un’occasione unica per vivere la storia e la bellezza della Val Cenischia, valle collaterale della Val di Susa. 

Oggi, è possibile ripercorrere alcuni tratti dell’antica strada e il sentiero 581 segue parte del tracciato della “Strada Reale”, permettendo di ammirare ciò che resta di questa storica via di comunicazione


  • Partenza:  Centro storico di Novalesa nei pressi della Via Maestra. 
  • Arrivo: Nei pressi del paese di Ferrera Moncenisio, segnalato dalla cappella di S. Antonio.
  • Lunghezza del percorso: 4,7 km
  • Dislivello: Circa 650 metri
  • Difficoltà: E (Escursionistico)
  • Tipo di Strada: Sentiero, mulattiera e strada asfaltata
 

Descrizione del Percorso

Partiamo da Novalesa in Val Cenischia, in primavera, i prati esplodono di vita, carichi di fiori. Il percorso, a tratti mulattiera e a tratti semplice sentiero, si inerpica nei boschi fino a raggiungere il pittoresco borgo di Ferrera Moncenisio

È emozionante immaginare le molteplici storie delle persone che hanno camminato qui prima di noi, un’esperienza unica che unisce natura e storia, camminando sulle orme di pellegrini, mercanti, nobili, truppe e viandanti di epoche passate.

Inizio del percorso: Oltrepassiamo il centro storico di Novalesa, attraversando la via principale del paese, la Via Maestra. Alla fine del paese, attraversiamo il ponte sul Torrente Cenischia e proseguiamo su strada fino a incontrare il sentiero 581 segnalato per Ferrera Moncenisio. Questo sentiero, delimitato da muretti a secco e immerso nel verde, è l’inizio della nostra avventura lungo l’Antica Strada Reale.

Il percorso nel bosco: Da qui, il sentiero inizia a salire in modo più ripido. Incontreremo la strada asfaltata di tanto in tanto. Questo tratto offre un’atmosfera incantata, con punti panoramici, natura selvaggia e panorami mozzafiato.

Arrivo a Ferrera Moncenisio: Dopo circa 1 ora e 40 minuti di cammino, raggiungiamo il pittoresco borgo di Ferrera Moncenisio. 

Qui, una sosta presso il Lago Grande e il Lago Foppa è d’obbligo. Questi due piccoli laghi di origine glaciale sono oggi riserve di pesca per la trota del Moncenisio. 

Una passeggiata nel borgo ti permetterà di immergerti nell’atmosfera storica, con il Torrente Cenischia che attraversa il paese creando un’ambientazione suggestiva. 

Nell’antica casa comunale si trova l’Ecomuseo delle Terre al Confine, che narra la vita del territorio attraverso oggetti quotidiani e della tradizione montana.

Ritorno: Per concludere l’escursione, puoi imboccare Ruà Trento e seguire le indicazioni per il Sentiero dei Monaci e San Pancrazio ricollegandoti più avanti attraverso un ponticello in legno al sentiero percorso all’andata.

👉 – Ti consigliamo di riscendere per il sentiero fatto all’andata a causa della manutenzione sul sentiero dei monaci. 

 
Seguiamo quindi la strada in discesa, concludendo così la nostra passeggiata lungo l’Antica Strada Reale da Novalesa a Ferrera Moncenisio. Un trekking che unisce la bellezza della natura alla ricchezza della storia, per un’esperienza davvero indimenticabile.

escursione sulla strada reale + concerto a lume di candela 💪😀 

I confini non esistono – 30 giugno

Percorso: Moncenisio – Novalesa
partenza: ore 17.00
durata: 3 ore
dislivello negativo: 700 metri
lunghezza: 7 km

Narratore: Matteo Caccia

Evento finale: Lumina – Comncerto a Lume di Candela di Remo Anzovino all’Anfiteatro Romano di Susa 

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