Da secoli, nei vicoli stretti e nei cortili, il profumo dei giorni di festa e specie del patrono San Pancrazio a metà maggio, è quello di un biscotto dal colore dell’oro, IL CANESTRELLO, cotto sulla fiamma in pesanti ferri di ghisa, strumenti che nelle famiglie vaiesi generazioni di donne si tramandano di madre in figlia o che le famiglie si prestano l’un l’altra.
Un Viaggio nelle Delizie dei Canestrelli Dolci
Questo è un viaggio attraverso i vicoli pittoreschi e le piazze accoglienti dei piccoli paesini della Val di Susa, dove il profumo avvolgente dei canestrelli dolci risveglia i sensi e incanta l’anima di chi passeggia tra le loro vie, stiamo parlando dei Canestrelli, piccoli dolcetti burrosi e fragranti che vi ammalieranno con il loro profumo come ipnotizzati dal suono del Piffero del pifferaio magico.
Passeggiare per le strade di antichi borghi, dove le case di pietra custodiscono segreti secolari e le botteghe e le case emanano fragranze dolci e invitanti. È qui che i canestrelli prendono vita, come protagonisti indiscussi delle festività e delle celebrazioni locali.
Ogni anno, a metà maggio, i vicoli di Vaie si riempiono di gioia e festa in onore del patrono San Pancrazio, e nell’aria si diffonde l’incantevole aroma dorato dei canestrelli appena sfornati. È un momento magico, un rituale che si ripete da anni. Leggi qui la ricetta del Canestrelli di Vaie.
Ma cosa rende così speciali questi dolci tradizionali? È il loro legame profondo con la storia e la cultura del posto. Dai vicoli stretti alle tavole imbandite, i canestrelli raccontano storie di antiche tradizioni tramandate di generazione in generazione.
Varietà e Caratteristiche
Dall’oro dei campi di grano alle fragranze del limone, i canestrelli sono un vero e proprio viaggio sensoriale attraverso le varietà e le sfumature dei sapori locali.
Immaginati di passeggiare tra le stradine acciottolate di antichi villaggi, mentre il profumo del burro e dello zucchero si mescola all’aria fresca dei borghi all’ombra delle montagne.
Le varianti regionali dei canestrelli sono messaggi preziosi, ognuna con il proprio carattere unico e la propria storia da raccontare. Da Vaie a Tonengo, da Ivrea a Montanaro, ogni località aggiunge il proprio tocco personale a questo dolce tradizionale.
Le differenze si riflettono non solo negli ingredienti aggiunti, come cacao, nocciola, limone o arancia, ma anche nella consistenza e nella forma dei canestrelli stessi. Dalle grigliature rilevate di Vaie alle forme simili a monete medievali di Mazzè e Polonghera, ogni variante racconta una parte della storia e della cultura della regione.
A San Giorio ad esempio, un altro piccolo paesino della Val di Susa li troverai più sottili e croccanti, quasi come fossero delle ostie, non più limone ma classici o al cacao.
Non ci stanchiamo mai di provarli e farne scorta ogni qual volta sentiamo nell’aria il loro inebriante profumo.
Alla Scoperta delle Radici dei Canestrelli Dolci
Le origini dei canestrelli affondano le loro radici nel cuore del Medioevo, un’epoca di cavalieri e dame, di feste sontuose e riti sacri. Si narra che i canestrelli fossero inizialmente chiamati “nebule“, una sorta di variante alle ostie utilizzate nelle cerimonie religiose. Ma la loro storia è molto più ricca di semplici fatti storici.
Il nome “canestrello” si sussurra sia legato al verbo piemontese “canestrelé“, che significa ingraticciare, simile all’azione dei giardinieri che disponendo delle canne sul terreno formavano dei reticolati. Questo legame con la terra e con le antiche pratiche agricole aggiunge un fascino mistico alla preparazione di questi dolci.
Per altri invece il nome “canestrello” deriva dai tipici recipienti di vimini intrecciati, detti appunto “canestri“, nei quali si riponevano i dolci dopo la cottura.
Ne esistono diverse versioni che, ai semplici ingredienti classici (farina, zucchero, burro e uova), aggiungono aromi diversi (cacao, nocciola, arancio e altri): ma la versione tradizionale di Vaie prevede l’esclusivo utilizzo di scorza di limone grattugiata.
Con la stessa denominazione “canestrello” vengono prodotti in differenti aree del Piemonte (Canavese, Valsusa, Biellese) dolci tipici che presentano ingredienti, metodiche di produzione e caratteristiche organolettiche-sensoriali differenti. I canestrelli sono un prodotto tipico di Borgofranco d’Ivrea, di Ivrea, di Mazzé, di Montanaro, di Rondissone tutti comuni canavesani, ma anche di Vaie (TO) e di altri comuni della Valle di Susa, di Polonghera (CN) e di Crevacuore (BI). I canestrelli presentano queste differenze fra loro: più spessi e con grigliature rilevate quelli di Vaie e della Valsusa, sottili e con grigliatura leggera quelli di Montanaro; simili a monete medievali quelli di Tonengo di Mazzè e Polonghera, croccanti, sottilissimi e impressi con stemmi di famiglia quelli di Borgofranco d’Ivrea.
E poi c’è la magia dei ferri di ghisa, strumenti tramandati di generazione in generazione, che trasformano semplici palline di impasto in opere d’arte croccanti. La cottura sui ferri, riscaldati direttamente sul fuoco, è un rituale che si tramanda con devozione, come una preghiera sussurrata nell’intimità di una cucina.
Ma più di tutto, i canestrelli raccontano storie di comunità e di condivisione, di festività e di tradizioni familiari e sì perché queste piastre in Ghisa appartenevano alle famiglie e venivano tramandati di generazione in generazione, e chi non le possedeva le aveva in prestito per produrre questi goduriosi biscotti che venivano preparati in abbondanza.
Ogni morso di questo dolce evoca ricordi di momenti speciali.
Così, mentre viaggiate attraverso la valle, lasciate che i canestrelli vi guidino in un viaggio nel tempo, alla scoperta di un’epoca d’oro e di sapori perduti.
La denominazione Il canestrello è classificato come “Prodotto agroalimentare tradizionale del Piemonte”, ai sensi dell’art. 8 del D.lgs. 30 aprile 1998, n. 173, del Decreto Ministeriale n. 350 dell’8 settembre 1999 e dell’Allegato alla Deliberazione della Giunta Regionale del Piemonte del 16 aprile 2013, n. 51-5680.
Produzione Tradizionale
Immaginati di entrare in una piccola bottega, dove l’aria è impregnata del profumo invitante di dolci appena sfornati. Qui, i segreti della produzione tradizionale dei canestrelli vengono tramandati di generazione in generazione, come un tesoro gelosamente custodito.
La procedura per la preparazione dei canestrelli è un’opera d’arte in sé, che richiede pazienza, abilità e una profonda connessione con la storia e la cultura del posto.
Gli ingredienti semplici – farina, burro, uova e zucchero – vengono trasformati in un impasto soffice e fragrante, pronto per essere modellato e cotto.
Ma il vero segreto dei canestrelli risiede nei ferri di ghisa, gli strumenti antichi che conferiscono al dolce la sua forma caratteristica e il suo sapore unico. Riscaldati direttamente sul fuoco, questi ferri trasformano l’impasto in deliziose cialde croccanti, con una griglia incisa che racconta la storia di ogni famiglia e ogni comunità.
La cottura sui ferri è un rituale antico, un momento di comunione con le tradizioni dei nostri antenati e di celebrazione della cultura locale. E mentre i canestrelli si trasformano velocemente sotto il calore del fuoco, è impossibile non sentirsi …
Partecipa a una festa di paese, dove le strade sono inondate da un buonissimo profumo e le persone, come un tempo, si riuniscono per celebrare la vita e la comunità. È qui che i canestrelli dolci prendono il centro del palcoscenico.
Ogni famiglia ha la propria ricetta segreta, il proprio modo unico di preparare e gustare questi dolci deliziosi. È un patrimonio culturale che va oltre il semplice sapore dei dolci.
EVENTI SUL CANESTRELLO IN VAL DI SUSA
- MAGGIO: (Vaie) Sagra del canestrello
