Rifugio Toesca

Il Rifugio Toesca: la porta alle vette più belle del Parco Orsiera. Cucina di montagna, notti in tenda sotto le stelle e amore infinito per la natura più incontaminata.

Indice

Per raggiungere il rifugio Toesca si attraversano i suggestivi paesaggi del Parco Orsiera Rocciavré, lasciati ammaliare dal profumo del bosco e dalla luce che filtra fra i rami degli alberi. Salendo verso la meta il paesaggio cambia costantemente, il bosco lascia spazio ad ampi pendii erbosi d’inverno ricoperti di neve ed alle panoramiche viste sulle prime vette che si iniziano ad intravedere in lontananza. Il rifugio si trova a 1710 metri di altitudine e rimane aperto quasi tutto l’anno. D’estate puoi arrivarci con un trekking di un paio d’ore e d’inverno con sci, ciaspole o ramponcini. Una volta arrivato, sulla tavola ti aspettano antipasti piemontesi come peperoni con bagna caoda, taglieri di salumi e formaggi, la polenta e per finire torte fatte in casa e i digestivi del gestore fatti con inebrianti erbe alpine. D’estate il gelato d’alpeggio è qualcosa di spaziale e non sono da meno le birre artigianali, una goduria dopo la salita. Con la bella stagione poi, tutto attorno al rifugio, trovi delle invitanti amache che farai fatica a non testare dopo pranzo. Ti consigliamo poi di fermarti almeno una notte per goderti le meraviglie di questo parco quando il silenzio diventa un tutt’uno con il cielo ed il bosco e il cielo si riempie di stelle. Qui l’inquinamento luminoso è fortunatamente inesistente. Potrai pernottare in rifugio d’inverno nel campo base della Ferrino in speciali tende progettate per essere confortevoli anche alle temperature più rigide, oppure puoi salire al crepuscolo e cenare nelle notti di luna piena approfittando di una discesa nel bosco accompagnato dal bagliore della luna. 

Mappa

Come arrivare al Rifugio Toesca

1. Da Cortavetto (San Giorio) - Sentiero 513​

A San Giorio di Susa svolta verso il versante sud verso la montagna, supera le borgate: Balma, Martinetti, Pognant fino ad arrivare a Borgata Città. Segui le indicazioni per il Rifugio Toesca  fino alla località  Cortavetto dove puoi lasciare l’auto (d’inverno l’auto va lasciata a Borgata Città), da qui parte anche il sentiero che porta al Rifugio Valgravio e al Rifugio Amprimo.

2. Da Pinetti (Bussoleno) - Sentiero 510​

Accesso: dalla S.S. 24 in corrispondenza del bivio per Bussoleno, svoltare a sx e imboccare la strada che porta a Tignai, Grangia e Pinetti dove si posteggia.
Proseguire sulla strada che diventa ben presto sterrata e prende quota nel bosco con alcuni tornanti.
Giunti nei pressi di una costruzione (fontana) si può scegliere se proseguire sulla strada o imboccare il sentiero 510 (indicazioni) che taglia alcuni tornanti.
Al termine della strada (bacheca illustrativa) si prende il sentiero a sx (cartello) che in breve porta al Rif. Amprimo. Proseguire poi verso il Rifugio Toesca, sentiero 510.

3. Da Le Toglie (Mattie) - Sentiero 521

Da Mattie prendere la Sp207 in direzione Toglie. Un paio di tornanti prima dell’ alpeggio “Le Toglie” e dopo la cappella delle Toglie, si seguono le indicazioni dei cartelli segnaletici per il sentiero 521 (Sentiero dei Franchi), con segnavia gialli in questo punto abbastanza evidenti.
Questa traccia percorre un lungo tratto di saliscendi fino ad un colletto, oltre il quale scende rapidamente verso la borgata Comba (1404 m), che si oltrepassa proseguendo diritto. Costeggiati i pascoli della Comba, si scende al torrente Gerardo, che si attraversa su un rustico ponticello, quindi si risale sui prati, fino all’ampia valletta erbosa di Pra Mean, al di là della quale, superata una sella erbosa, si trova il rifugio Amprimo. Da qui si segue il sentiero 510 con indicazione Rifugio Toesca.

COSA FARE NEI DINTORNI

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SCALA DELLE DIFFICOLTA'

L'uscita è adatta alle tue capacità? Puoi aiutarti con la scala delle difficoltà.

Il Club Alpino Italiano ha adottato, a livello nazionale, una scala per distinguere le difficoltà escursionistiche degli itinerari, che esprime una valutazione sul grado di difficoltà. Questa scala tiene conto di tre parametri oggettivi fondamentali: il dislivello, la distanza planimetrica, la segnaletica del percorso.

SCALA DIFFICOLTA' ESCURSIONI

T

(Facile)

Itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri. Sono percorsi abbastanza brevi, ben evidenti e segnalati che non presentano particolari problemi di orientamento. I dislivelli sono usualmente inferiori ai 500m. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica.

E

(Escursionistico)

Itinerari che si volgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m.

EE

(Escursionisti esperti)

Itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l’uso di attrezzatura alpinistica. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica. Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d’orientamento. Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m.

EEA

(Escursionisti Esperti con Attrezzatura alpinistica)

Itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

SCALA DIFFICOLTA' FERRATE

F

(Facile)

Itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

PD

(Poco difficile)

tracciato più articolato con canali e camini, con passaggi verticali e a tratti esposto; normalmente attrezzato con cavo o catena, con pioli e/o scale metalliche fisse.

D

(Difficile)

tracciato continuamente verticale, molto articolato e con tratti esposti; attrezzato con funi metalliche e/o catene, vari infissi metallici che richiedono un certo impegno fisico anche se con l’aiuto di pioli di appoggio.

MD

(Molto difficile)

tracciato su rocce molto ripide ed estremamente articolate, ma senza validi appoggi che richiede anche il superamento di tratti strapiombanti; attrezzato con funi metalliche e/o catene; solo occasionalmente con gradini artificiali che richiedono in ogni caso una notevole forza fisica.

E

(Estremo)

tracciato estremamente difficile, verticale e strapiombante, attrezzato prevalentemente con sola corda fissa e/o catena; gli appoggi esistenti sono esclusivamente naturali ed i pioli fissati sono pochissimi; è necessaria molta forza fisica, soprattutto nelle braccia e se non in possesso di tecnica d’arrampicata, la scalata risulterà eccezionalmente difficile.