Exilles: dove il tempo si è fermato tra antiche pietre e vette eterne

Un borgo medievale custode di segreti millenari, all’ombra di una fortezza che ha sfidato i secoli, dove ogni pietra racconta storie di eroi, misteri e passioni in una delle valli più affascinanti del Piemonte.

Indice

Quando il primo raggio di sole dell’alba accarezza le mura possenti del Forte di Exilles, si compie un rituale che si ripete immutato da secoli. La pietra grigia si tinge di oro, il silenzio della notte lascia spazio al canto degli uccelli, e nelle viuzze del borgo medievale sembra di sentire ancora l’eco dei passi di soldati, commercianti e pellegrini che hanno attraversato questa terra di confine. Exilles non è semplicemente un borgo alpino: è un crocevia di storie, un museo a cielo aperto dove la natura grandiosa delle Alpi si fonde con testimonianze umane di rara intensità. Qui, nell’Alta Val di Susa, dove i torrenti scendono impetuosi dai ghiacciai dell’Ambin e le aquile planano sopra i Quattro Denti, il tempo sembra essersi fermato per permettere a chi arriva di assaporare la magia dell’autenticità.
Exilles e il forte di Exilles in Val di Susa - Piemonte

Il Forte di Exilles: una fortezza leggendaria tra storia e mistero

Impossibile parlare di Exilles senza lasciarsi conquistare dalla sua icona indiscussa: il Forte che domina la valle come un gigante di pietra. Non è solo architettura militare, ma un concentrato di storia europea racchiuso in mura che hanno resistito a secoli di battaglie, assedi e trasformazioni. La sua posizione strategica lungo l’antica Via delle Gallie ne ha fatto un crocevia cruciale: qui si decidevano le sorti di regni, si intrecciavano alleanze e si nascondevano i segreti più oscuri del potere. Le sue origini affondano nell’epoca celtica, quando il luogo era noto come Excingomagus – “campo degli eroi” – un nome che già evoca l’epica dimensione di questo territorio. Attraversando le due tenaglie – quei passaggi serpeggianti progettati per respingere gli attacchi nemici – si ha l’impressione di camminare nelle scene di un romanzo storico, dove ogni pietra racconta di assedi e conquiste. Il Cortile del Cavaliere, con i suoi 260 metri di lunghezza, riecheggia ancora delle voci di migliaia di soldati che qui si radunavano, mangiavano e addestravano.

Il mistero della Maschera di Ferro: Exilles nel cuore d’Europa

Tra le storie che aleggiano nelle segrete del forte, una supera tutte per fascino e mistero: quella della Maschera di Ferro, il prigioniero più enigmatico della storia europea. Dal 1681 al 1687, tra queste mura si celò un uomo la cui identità rimane ancora sconosciuta, costretto a indossare una maschera di ferro e velluto che ne nascondeva per sempre il volto. Chi era? Un fratello gemello di Luigi XIV? Un amante segreto della regina? Il potente Nicolas Fouquet? Gli storici continuano a dibattere, ma il mistero resta intatto, alimentando l’aura di leggenda che avvolge Exilles. Passeggiando nelle Prigioni del forte, scendendo la ripida Scala del Paradiso che porta 30 metri sotto terra, si può quasi sentire il peso di questo segreto che ha attraversato i secoli.
Exilles vista sui tetti e campanile
Exilles vista dal Forte di Exilles
Exilles Via Roma

Exilles: Un borgo medievale che vive ancora

Lasciato il forte, il borgo di Exilles si rivela. Il suo ricetto medievale a forma quadrata è ancora perfettamente riconoscibile, con le sue “Cour” – i passaggi coperti che un tempo erano gli unici accessi al centro abitato. Qui, tra vicoli acciottolati e case in pietra dai tetti in lose, si respira ancora l’atmosfera di un tempo in cui la vita scorreva al ritmo delle stagioni. Il fascino del ricetto si svela passo dopo passo. L’antica struttura urbana divideva il paese in tre zone distinte: Corlote (l’interno del quadrilatero centrale), Charrière (l’antica strada di Francia, ora via Roma) e Chaclà (la zona fortificata sotto il roccione). Questo sistema di difesa concentrica permetteva agli abitanti di rifugiarsi all’interno delle mura durante gli attacchi, mentre il bestiame trovava riparo negli spazi aperti del ricetto. Passeggiando per le “Cour”, si scopre un sistema urbano medievale perfettamente conservato. Questi passaggi coperti, erano l’unica via di accesso al borgo fortificato. Le case che si affacciano su queste vie hanno tutte caratteristiche particolari: sono cantinate (il loro piano è più basso di 70 cm rispetto al piano di campagna) e mostrano ancora architravi di passaggi che un tempo erano comunicanti. Via Roma conserva ancora le insegne delle antiche botteghe attraverso questi splendidi pannelli che ridanno vita ai personaggi del borgo. Camminando tra i vicoli, si incontrano queste piccole finestre sul passato che raccontano storie autentiche: “IL BARBIERE” di Colombano Abbà, soprannominato Clumbanin“In paese insaponava la gente e nel vero senso del termine: faceva le barbe migliori e il famoso taglio a scodella.” Ma Colombano era anche “IL SARTO”“Attaccava bottoni a ogni cambio di stagione, non alla gente, ma alle divise che dal forte gli portavano sui carri. Il suo motto era ‘A ciascuno il suo mestiere’, proprio lui che di mestieri ne svolgeva almeno due.” “LA MACELLERIA” di Giovanni Bologna aveva una particolarità: “Il vero macellaio però era la figlia Teresina che macellava gli animali, li disossava e preparava il banco per la vendita, ma quando sentiva la musica, come le amiche, correva a ballare.” “IL TALARA” (carrettiere) Giuseppe Girard era un personaggio indimenticabile: “Il carrettiere Giuseppe Girard, sempre pronto al trasporto di fieno e legna, di patate e farine, in piedi sul carro con le redini in mano come un antico romano alla guida di una biga e poiché in gioventù era stato in Grecia, salutava tutti con ‘kalimera’, ‘kalispera’.” Questi pannelli, con la dicitura “A EXILLES UNA VOLTA C’ERA…”, sono la memoria vivente del borgo, piccole storie che restituiscono l’atmosfera di un tempo in cui ogni strada brulicava di vita, ogni bottega aveva la sua personalità, e ogni abitante contribuiva con il proprio mestiere al tessuto sociale della comunità. Qui si possono immaginare i soldati del forte che scendevano per farsi la barba da Colombano, le signore che andavano da Adelaide per comprare spezie e nastri, i contadini che affidavano i loro carichi a Giuseppe Girard per il trasporto verso la Francia. Nel centro della Charrière, non si può fare a meno di notare un piccolo canale dove d’estate scorre l’acqua, che un tempo aveva funzioni simili alla Grande Garguille di Briançon: serviva per spegnere gli incendi e come fonte d’acqua per il borgo.

La Chiesa Parrocchiale: un gioiello di arte e fede

La Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo è il cuore spirituale del borgo, un capolavoro che fonde stili architettonici diversi in un’armonia perfetta. La sua facciata gotica nasconde tesori straordinari: il tabernacolo in legno scolpito da cui, secondo la leggenda, durante il saccheggio del 1453 fu sottratto l’ostensorio che diede origine al miracolo del Corpus Domini di Torino. La chiesa sorge su una basilica paleocristiana dedicata a Maria, come testimoniano i capitelli visibili sui primi pilastri della navata centrale. Il suo campanile tardo romanico si erge verso il cielo come un faro che ha guidato per secoli la vita spirituale del borgo. All’interno, ogni affresco e ogni scultura racconta episodi di fede che si intrecciano con la storia locale.

La Cappella di San Rocco: un tesoro nascosto

Poco distante, la Cappella di San Rocco e San Sebastiano custodisce sculture paleocristiane che testimoniano la stratificazione millenaria di questa terra. Costruita nel 1660 per volere di Pierre Odiard, Console di Exilles, questa piccola chiesa privata è un concentrato di arte e storia. Le sue sculture paleocristiane includono una figura umana trafitta da frecce (probabilmente San Sebastiano), archi, frecce, giavellotti e cavalli. Questi bassorilievi potrebbero provenire dall’antico cimitero o essere stati qui sin dall’origine, quando dopo la peste del 1600 l’edificio fu riorganizzato e dedicato ai santi protettori contro le epidemie.

Exilles - Ingresso Forte di Exilles

ExillesCittà: quando il borgo torna al 1900

Ogni terza domenica di settembre, Exilles compie un prodigio: torna indietro nel tempo di oltre un secolo. La rievocazione storica ExillesCittà trasforma il borgo in un palcoscenico vivente che celebra l’epoca d’oro di fine Ottocento, quando Exilles contava 3000 abitanti e fu elevata al rango di “Città” per Regio Decreto di Umberto I. Le botteghe riaprono con i mestieri d’epoca, le osterie brulicano di avventori in costume, e nelle vie risuonano i rumori e i profumi di un borgo in fermento. È l’occasione perfetta per immergersi completamente nell’atmosfera che rese Exilles uno dei centri più vivaci dell’Alta Val di Susa, quando il forte ospitava 1000 militari e l’economia locale fioriva grazie al commercio e all’artigianato.

Natura incontaminata e trekking

Exilles è la porta d’accesso a uno dei paradisi escursionistici più belli delle Alpi piemontesi. Il Vallone Galambra, che si apre alle spalle del borgo, offre scenari di rara bellezza dove i ghiacciai dell’Ambin (3264 m) e del Niblé (3365 m) fanno da corona a una natura ancora selvaggia popolata da stambecchi, camosci, aquile e marmotte. Il Rifugio Levi Molinari, situato a 1850 metri alle Grange della Valle, è il punto di partenza ideale per escursioni indimenticabili. Da qui si possono raggiungere i Quattro Denti di Chiomonte, attraversare il suggestivo Gran Pertus – un tunnel naturale nella roccia che offre uno spettacolo geologico unico – o spingersi fino alla Cima Sommeiller a 3333 metri, dove il panorama spazia dalle Alpi Marittime al Monte Bianco. Per chi preferisce escursioni più dolci, il giro delle borgate che dominano Exilles – Deveys, Cels Colombano, Molière e Ruinas – offre un’immersione nell’architettura alpina tradizionale, con le sue case in pietra, i forni comuni e le fontane monumentali, come le splendide fontane antropomorfe settecentesche di Deveys.

DOVE MANGIARE AD EXILLES

Sapori autentici e ospitalità di montagna

La tradizione gastronomica di Exilles è un inno alla semplicità e alla genuinità. Al Café Il Forte, nella piazza centrale del borgo, si può entrare in una vera “bottega di una volta”: formaggi stagionati, salumi della valle, miele di montagna e i dolci della tradizione piemontese. E se avete voglia di un aperitivo, il locale, saprà stupirvi con il perfetto tagliere di prodotti del territorio. Per un’esperienza più strutturata, La Quadriglia offre cucina casalinga in un ambiente rustico che profuma di autenticità, mentre l’Agriturismo An Seaux, nella frazione di Cels, propone un percorso gastronomico attraverso i sapori della tradizione piemontese con prodotti biologici della propria produzione. Non lasciate Exilles senza aver visitato l’Azienda vitivinicola Isiya, dove potrete degustare vini che nascono da vitigni coltivati in una delle zone viticole più alte del Piemonte, dove l’escursione termica e l’esposizione creano condizioni uniche per la maturazione delle uve.

Dove dormire ad Exilles: il tuo rifugio tra le montagne

L’accoglienza a Exilles si respira in ogni angolo. Il Bed & Breakfast Gabriella, situato nel cuore del borgo storico, offre il fascino di una casa appena ristrutturata che conserva l’atmosfera del passato. Le sue camere, affacciate sulle viuzze medievali, sono il punto di partenza perfetto per esplorare a piedi l’intero borgo. Per chi cerca un’esperienza più immersa nella natura, l’Agriturismo An Seaux coniuga la comodità di una struttura moderna con la genuinità dell’ospitalità rurale, mentre il Rifugio Levi Molinari offre la possibilità di dormire in montagna, svegliandosi con la vista sulle vette e il canto delle marmotte.

Come raggiungere Exilles

Exilles è facilmente raggiungibile sia in auto che con i mezzi pubblici. In auto, si percorre l’autostrada A32 Torino-Bardonecchia con uscita a Susa, proseguendo sulla SS24 direzione Oulx per circa 20 chilometri. Il viaggio da Torino richiede circa un’ora e mezza. Con i mezzi pubblici, il percorso più comodo prevede il treno sulla linea Torino-Bardonecchia fino alle stazioni di Susa, Chiomonte o Oulx, proseguendo poi con la linea bus 286 che collega tutte le principali località della Val di Susa.
Exilles foto antiche

Il Terzo Paradiso: arte contemporanea tra le montagne di Exilles

Un ultimo, sorprendente regalo attende chi visita Exilles: sul pendio che guarda verso il borgo, un’installazione artistica di Michelangelo Pistoletto trasforma il paesaggio in opera d’arte. Il Terzo Paradiso, simbolo matematico dell’infinito con in aggiunta un terzo cerchio centrale, è realizzato con 11.000 piante di lavanda montana che in luglio esplodono in un tripudio di colori e profumi. Quest’opera rappresenta l’equilibrio necessario tra natura e umanità, un messaggio di pace che si sposa perfettamente con l’atmosfera di Exilles, dove il tempo sembra rallentare per permettere a ogni visitatore di riscoprire l’essenziale. Exilles non è solo una destinazione turistica è più un’esperienza da vivere. Exilles in Valle di Susa Qui, tra le pietre millenarie del forte e la bellezza selvaggia delle montagne, si riscopre il piacere del tempo lento, dell’ascolto, della meraviglia. È un luogo dove la storia si fa tangibile, dove la natura mostra la sua forza primordiale, e dove l’ospitalità umana crea legami autentici che durano nel tempo. È qui che d’estate si sente l’eco delle voci dei bambini che giocano a nascondino tra i vicoli medievali, dove il rumore della zappa del vecchietto che cura con amore il suo orto si mescola al suono delle campane. È questa immersione nei piccoli gesti quotidiani che rende Exilles un luogo dove la vita scorre ancora secondo ritmi più naturali. Venite a Exilles non solo per visitare, ma per vivere. Portate con voi il tempo necessario per perdervi nei suoi vicoli, per ascoltare le sue storie, per respirare la sua magia. Perché Exilles, come tutte le cose più belle, non si lascia conquistare in fretta: si lascia amare, un giorno alla volta.

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