Ciaspolata al Lac Lavoir tra le bellissime montagne della Valle Stretta

Una bellissima ciaspolata in Val di Susa di media difficoltà tra i paesaggi dolomitici della Valle Stretta, il percorso parte da Pian del Colle (Bardonecchia) fino a raggiungere il pianoro dov’è situato il Lac Lavoir tra laghetti ghiacciati e cime innevate

Indice

Una delle ciaspolate di media difficoltà che consigliamo in assoluto in Val di Susa sia per il bellissimi paesaggi che per l’interessante sviluppo è quella al Lac Lavoire in Valle Stretta. La partenza è Pian del Colle a Bardonecchia (in Val di Susa). La Valle Stretta o Vallèe Etroite, una volta italiana, è una valle secondaria della Valsusa che si sviluppa dall’abitato di Bardonecchia. Delle altre ciaspolate te ne abbiamo parlato in questo articolo: Ciaspolando in Val di Susa, ordinandole per grado di difficoltà.

Si possono fare diversi percorsi interessanti in Valle Stretta come quella al Lac Lavoir appunto ma anche al Lago dei Girini, alla Guglia Rossa fino a quella decisamente più impegnativa: la conquista al Monte Thabor e molte altre. La ciaspolata fino al Lac Lavoir segue per un bel tratto il sentiero per la vetta Thabor deviando poi per il lago una volta giunto il vallone Pra du Plan, abbassando così il dislivello ed il grado di difficoltà senza rinunciare a dei paesaggi spettacolari e quasi quasi dolomitici del posto. Quindi se sei già allenato con le racchette ai piedi e vuoi scoprire ampliare i tuoi orizzonti niente di meglio che questo itinerario e sul sentiero di ritorno non puoi non fermarti a bere una buona birra artigianale al Rifugio Terzo Alpini. La giusta ricompensa per una giornata memorabile.

mappa itinerario:

Descrizione itinerario per lac lavoir da pian del colle:

Si parte da Pian del Colle. Si prosegue lungo la strada battuta si supera Grange della Valle dove sono presenti il Rifugio Re Magi ed il Rifugio Terzo Alpini e si continua su traccia non più battuta oltrepassando la deviazione per il Lago Verde fino ad arrivare al Piano della Fonderia (1890 m.).

Da questo punto le paline indicano diverse altre escursioni. Per il Lac Lavoir si continua a sinistra ed in poco si raggiunge la Maison des Chamois (2065 m.) un edificio adibito a spazio per i campi estivi della gioventù, che una volta era il ricovero che antecedeva un’antica miniera. La casetta va lasciata sulla destra per continuare oltre. Si sale un ultimo breve tratto deciso per arrivare al vallone di Prat du Plan, dove termina la parte più in salita. Giunti al Ponte delle Planche 2204 m. le paline indicano la nostra destinazione, Lac Lavoir, a sinistra e Punta Thabor a Destra. Si costeggia così il torrente e con facile ciaspolata in mezz’ora circa si raggiunge la conca del Lago Lavoir. Si ritorna per il medesimo percorso ripassando per Grange della Valle dove ci sono i due rifugi citati prima.

Lo sviluppo di sola andata è di circa 9,5Km

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SCALA DELLE DIFFICOLTA'

L'uscita è adatta alle tue capacità? Puoi aiutarti con la scala delle difficoltà.

Il Club Alpino Italiano ha adottato, a livello nazionale, una scala per distinguere le difficoltà escursionistiche degli itinerari, che esprime una valutazione sul grado di difficoltà. Questa scala tiene conto di tre parametri oggettivi fondamentali: il dislivello, la distanza planimetrica, la segnaletica del percorso.

SCALA DIFFICOLTA' ESCURSIONI

T

(Facile)

Itinerari che si sviluppano su stradine, mulattiere o comodi sentieri. Sono percorsi abbastanza brevi, ben evidenti e segnalati che non presentano particolari problemi di orientamento. I dislivelli sono usualmente inferiori ai 500m. Sono escursioni che non richiedono particolare esperienza o preparazione fisica.

E

(Escursionistico)

Itinerari che si volgono quasi sempre su sentieri, oppure su tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni. Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza del territorio montagnoso, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati. Normalmente il dislivello è compreso tra i 500 e i 1000m.

EE

(Escursionisti esperti)

Itinerari non sempre segnalati e che richiedono una buona capacità di muoversi sui vari terreni di montagna. Possono essere sentieri o anche labili tracce che si snodano su terreno impervio o scosceso, con pendii ripidi e scivolosi, ghiaioni e brevi nevai superabili senza l’uso di attrezzatura alpinistica. Necessitano di una buona esperienza di montagna, fermezza di piede e una buona preparazione fisica. Occorre inoltre avere un equipaggiamento ed attrezzatura adeguati, oltre ad un buon senso d’orientamento. Normalmente il dislivello è superiore ai 1000m.

EEA

(Escursionisti Esperti con Attrezzatura alpinistica)

Itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

SCALA DIFFICOLTA' FERRATE

F

(Facile)

Itinerari che richiedono l’uso di attrezzatura da ferrata (cordini, imbracatura, dissipatore, casco, etc.). Possono essere sentieri attrezzati o vere e proprie vie ferrate. Si rende necessario saper utilizzare in sicurezza l’equipaggiamento tecnico e avere una certa abitudine all’esposizione e ai terreni alpinistici.

PD

(Poco difficile)

tracciato più articolato con canali e camini, con passaggi verticali e a tratti esposto; normalmente attrezzato con cavo o catena, con pioli e/o scale metalliche fisse.

D

(Difficile)

tracciato continuamente verticale, molto articolato e con tratti esposti; attrezzato con funi metalliche e/o catene, vari infissi metallici che richiedono un certo impegno fisico anche se con l’aiuto di pioli di appoggio.

MD

(Molto difficile)

tracciato su rocce molto ripide ed estremamente articolate, ma senza validi appoggi che richiede anche il superamento di tratti strapiombanti; attrezzato con funi metalliche e/o catene; solo occasionalmente con gradini artificiali che richiedono in ogni caso una notevole forza fisica.

E

(Estremo)

tracciato estremamente difficile, verticale e strapiombante, attrezzato prevalentemente con sola corda fissa e/o catena; gli appoggi esistenti sono esclusivamente naturali ed i pioli fissati sono pochissimi; è necessaria molta forza fisica, soprattutto nelle braccia e se non in possesso di tecnica d’arrampicata, la scalata risulterà eccezionalmente difficile.