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Tremila “Nascosti”: 5 escursioni in Val di Susa sopra i 3000m

DI COSA SCRIVIAMO

Dopo aver letto il nostro articolo riguardante le 5 escursioni più conosciute sopra i tremila metri da fare in Val di Susa siete partiti zaino in spalla verso queste fantastiche mete?

Anche per quest’estate siete alla ricerca di un po’ si sana fatica in cambio di panorami mozzafiato?
Avete voglia di misurarvi con un ambiente più selvaggio e incontaminato?

Se la risposta a queste domande è sì allora questo articolo è fatto apposta per voi!

Nel precedente articolo vi abbiamo consigliato 5 escursioni sopra i tremila metri da compiere in Val di Susa. Queste Vette, grazie alla loro spettacolarità e alla loro Storia, sono piuttosto famose e, di conseguenza, parecchio frequentate. Se da un lato ciò può rappresentare una perfetta occasione per fare conoscenza e scambiare qualche chiacchera tra escursionisti dall’altro toglie a questi luoghi un po’ della loro magia e della loro purezza.

E così eccoci qui a presentarvi 5 “Tremila” poco conosciuti in Val di Susa!
Le montagne di cui vi parleremo si trovano in valli laterali della Valle di Susa. Per la precisione, due si trovano in Val Thuras, una in Valle Argentera, una in Val Cenischia e una nella Valle della Rho.

Punta Nera - Val di Susa

Monte Terra Nera e Roc del Boucher

Incominciamo parlandovi di questi due Tremila situati in Val Thuras.

La Val Thuras, come accennato precedentemente, è una valle laterale della Valle di Susa che si trova totalmente compresa nel territorio di Cesana Torinese. Prende il nome dal torrente Thuras che la attraversa ed è delimitata dal confine con la Francia a ovest e dalla Valle Argentera ad est.

È inoltre presente una carrareccia militare che la percorre per tutta la sua lunghezza fino al Colle di Thuras dove si trova il Bivacco Andrea Tornior. Bene, ora chiudiamo la pagina di Wikipedia e apriamo gli occhi: di fronte a noi si presentano immense e coloratissime praterie nel fondovalle, intervallate da boschi di pino uncinato e larici, il tutto contornato dai ripidissimi versanti delle montagne che fanno da cornice a questo meraviglioso spettacolo.

Monte Terra Nera

  • Il Monte Terra Nera è alto 3100 metri e si trova sulla sinistra orografica del Torrente Thuras.

    L’escursione per raggiungerne la vetta ha inizio dalle Grange Thuras Inferiori nelle immediate vicinanze di una lapide commemorativa nei pressi di un ponte di recente costruzione, ed è caratterizzata da uno sviluppo di circa 12 Km a/r e da un dislivello positivo di 1150m.

    Il percorso per giungere in cima a questa Montagna è veramente molto vario: infatti si attraversano un fitto bosco di conifere, gli ampi pascoli del vallone sottostante la vetta e, in prossimità di quest’ultima, una ripida pietraia. Una volta in Cima tutta la fatica verrà ricompensa da un panorama incredibile sul vallone sottostante e la Val Thuras!

Descrizione itinerario per Monte Terra Nera

Il punto di partenza di questa escursione sono le Grange Thuras Inferiori. La macchina si può parcheggiare in prossimità della lapide dedicata ai partigiani che si trova nelle vicinanze di un ponte di recente costruzione: da questo punto in avanti non è più consentito proseguire con mezzi a motore.
Lasciata la macchina, si attraversa il ponte sul torrente Thuras e si imbocca la strada sterrata che percorre tutta la valle.

Si prosegue sulla sterrata per circa 700m. A questo punto sulla destra, in prossimità di un masso piatto con sopra un ometto e un segnavia sbiadito, si taglia per i prati dirigendosi verso il bosco. In questo tratto il sentiero non è evidentissimo e non è ben segnalato ma, nel giro di qualche metro ed in prossimità del bosco la traccia diviene via via più battuta.

Il sentiero appena imboccato procede all’interno di un bosco di larici con una moderata pendenza. Quest’ultima si fa più impegnativa in prossimità di un colletto alla base del Monte Clausis. Giunti proprio alle pendici di questo monte il paesaggio cambia radicalmente: infatti entrando nel vallone del Monte Terra Nera il bosco lascia spazio ad immensi prati verdi.

Ora il sentiero procede all’interno del vallone tenendosi però sempre sulla destra orografica (a sinistra guardando la vetta). La traccia non è sempre molto evidente e spesso si confondo con le tracce di passaggio degli animali al pascolo, sono però presenti diversi ometti che permettono di non sbagliare strada. Si risale il vallone fino a che la vegetazione lascia spazio alla pietraia: qui si svolta, sempre seguendo le tracce di sentiero e gli ometti, verso sinistra portandosi in cresta. Ora si segue fedelmente la linea di cresta fino ad arrivare presso uno sbalzo di roccia dove si taglia verso destra rientrando nel vallone.

A questo punto la croce di vetta è ben visibile e si prosegue tra sfasciumi fino a raggiungerla. Il sentiero di ritorno è il medesimo di quello di andata.

Roc del Boucher

  • Il Roc del Boucher è alto 3285 metri e si trova sulla destra orografica del torrente Thuras, sullo spartiacque tra la Val Thuras e la Valle Argentera. L’escursione prende il via dalle Grange Thuras Inferiori, è lunga 12,5 Km a/r e la vetta si raggiunge dopo 1328 metri di dislivello positivo.

    È una meta veramente poco frequentata e per questo molto selvaggia! Infatti una volta abbandonata la sterrata che percorre la Val Thuras, poco dopo aver oltrepassato i resti delle Grange Thuras Superiori e dei Ricoveri 74 Batteria, si prosegue su tracce non molto evidenti di sentiero guidati da rari ometti e segnavia biancorossi.

    Cosa vi dovrebbe spingere quindi a effettuare questa escursione? Semplice, il Panorama! Dalla vetta infatti la vista spazia a 360 gradi e ripaga di tutti gli sforzi fatti per giungere in cima: si riconosco le vicine Punta Rognosa, Punta Platasse, il Monte Terra Nera, lo Chaberton e il Thabor ma aguzzando la vista è facile scorgere anche il massiccio del Monte Bianco, quello del Rosa e quello del Gran Paradiso, il Monviso, la Barre des Ecrins e il Pic di Rochebrune.

Descrizione itinerario per Roc del Boucher

Si attraversa immediatamente il ponte presso le Grange Thuras Inferiori per incamminarsi sulla strada sterrata che percorre interamente la Val Thuras.

Dopo circa un chilometro e mezzo si raggiungono le Grange Thuras Superiori e poco dopo, in prossimità dei ricoveri della 74a Batteria, un cartello ci indicherà la via da seguire: bisogna lasciare la strada sterrata attraversando un prato in leggera discesa per raggiungere un ponte fatto di tronchi che ci permette di oltrepassare il torrente Thuras per portarci sulla destra orografica della valle, proprio alle pendici del vallone dominato dalla nostra meta e dalla Punta Ciatagnera.

Dopo aver attraversato il ponte si svolta decisamente a destra proseguendo paralleli al corso del torrente. Questo tratto è in leggero falsopiano e la traccia da seguire è abbastanza flebile.
Si prosegue fino ad incontrare un rio, affluente del torrente Thuras, dove un ometto indica di svoltare a sinistra per iniziare a risalire il vallone soprastante.

Da questo punto in avanti la pendenza cambia drasticamente diventando molto significativa e costante per tutta la salita.
Dopo questa svolta si segue una risicata traccia che conduce ad un altro rigagnolo che va costeggiato per un breve tratto prima di oltrepassarlo. A questo punto siamo ormai al centro del Vallone e adesso a guidarci ci sono degli ometti ben visibili.

Il sentiero ora punta dritto verso la vetta con una pendenza ragguardevole. Dopo aver incontrato il Rio Ecafa e averlo attraversato ci si ritrova proprio sotto al Colle del Boucher: qui, a circa 2800m, dove i vasti prati lasciano spazio a sfasciumi, il sentiero effettua una brusca svolta a sinistra. La traccia, non sempre evidentissima, punta l’ampia cresta attraversando orizzontalmente il vallone di salita e prosegue adesso con una pendenza meno impegnativa.

Raggiunta la cresta la traccia tra gli sfasciumi appare più evidente e meglio segnalata dagli ometti. La pendenza invece torna a essere importante.
Ora si prosegue sempre sul filo di cresta o poco sotto affrontando l’ultimo tratto di salita davvero impegnativa che ci conduce all’anticima del Roc del Boucher.

Arrivati a questo punto la Vetta è davvero a un passo: basterà svoltare a destra seguendo la cresta fino a giungere presso un caminetto che, una volta risalito, ci conduce alla piccola croce di Vetta.

Gran Queyron

Qui ci troviamo in Valle Argentera!

Questa valle laterale della Val di Susa si trova nel territorio del comune di Sauze di Cesana ed è interamente percorsa oltre che dal Torrente Ripa anche da una singola strada sterrata.

Vi avevamo già parlato della Valle Argentera in questo articolo ma un veloce ripasso non fa male a nessuno. Una volta entrati in questa valle sembra di essere in una favola: il Torrente Ripa con le sue fredde e limpidissime acque attraversa sconfinati prati verdi e fitti boschi di aghifoglie, il tutto racchiuso in una cornice fatta di vette acuminate e versanti scoscesi da cui spiovono verticalmente diverse cascate.

In estate questa valle è particolarmente trafficata sia da escursionisti che da famiglie e gruppi di amici con autovetture proprio grazie alle innumerevoli bellezze che ha da offrire e agli appositi spazi dove sostare e campeggiare.

Ma non vi preoccupate, non ci siamo dimenticati che siete alla ricerca di una meta poco frequentata: basta infatti percorrere interamente la valle o risalire i versanti per entrare in un mondo molto più selvaggio e incontaminato!

  • Il Gran Queyron è una montagna delle Alpi Cozie alta 3060m posta al confine tra Italia e Francia. Questa vetta si trova al fondo di una delle due diramazioni secondarie della Valle Argentera, la Valle del Gran Miol. La bellezza della Valle Argentera comunque non viene meno anche in questa sua diramazione!

    La partenza per questa escursione è situata presso il Piano delle Milizia nelle immediate vicinanze del Ricovero Gravier. Il percorso si snoda per 14 Km a/r circa e presenta un dislivello positivo di 1050m. Ma non vi preoccupate, ad allietare le vostre sofferenze ci penserà lo splendido paesaggio che vi circonda: vi troverete circondati da sconfinati prati verdeggianti ricchi di fiori coloratissimi con una vista decisamente invidiabile sulle vette della cresta spartiacque con la Val Thuras e, una volta finite queste distese verdi, sulla pietraia potrebbero esserci ad accogliervi numerosi stambecchi!

    Come se non bastasse lungo il percorso si passa anche per l’Alpe Gran Miol, un alpeggio a 2400m, dove è possibile comprare dei formaggi prodotti in questa fantastica zona e, con una piccola deviazione, si riesce a conquistare un altro “tremila”, la Cima Frappier!

Descrizione itinerario per Gran Queyron

Per raggiungere il Piano delle Milizia, luogo di partenza di questa escursione, bisogna percorrere quasi interamente la strada sterrata che attraversa la Valle Argentera.

In località Argentiera, al bivio, bisogna seguire le indicazioni per l’Alpe Gran Miol svoltando a destra. È possibile parcheggiare nei pressi di un ponte sul Rio del Gran Miol.
Dopo aver lasciato la macchina ci si incammina lungo la sterrata che attraversa il Piano delle Milizia e ci si imbatte in quello che rimane del Ricovero Gravier. Dopo aver superato la costruzione la strada sterrata inizia a salire con una pendenza non troppo marcata.

Dopo circa 2 Km su questa carrareccia si giunge all’Alpe Gran Miol. In questo punto finisce la strada sterrata che percorre la Valle Argentera e si prosegue sul sentiero 607 che attraversa verdi pascoli intervallati da qualche rigagnolo. La pendenza adesso inizia a farsi un po’ più marcata e ci accompagna fino alla fine della vegetazione e l’inizio della pietraia sommitale. Si giunge così al Passo della Longia con il suo Ricovero e qui, in mezzo alla pietraia, non è raro incontrare branchi di Stambecchi. Dal Passo della Longia con una breve e consigliatissima deviazione, seguendo tracce di sentiero tra gli sfasciumi e rari ometti, si arriva alla Cima Frappier a 3004m.

Seguendo la cresta si ridiscende dalla vetta appena raggiunta e si giunge al Passo Frappier dove ci si ricongiunge al sentiero 210 proveniente dal Passo della Longia. Proseguendo sempre sul filo di cresta e dopo essere passati vicino ai resti di un vecchio ricovero si giunge in poco tempo in cima al Gran Queyron a quota 3060m

Il percorso di ritorno è il medesimo di quello d’andata ovviamente evitando di risalire la Cima Frappier.

Cime du Bard

Spostiamoci adesso in Val Cenischia!

Questa Valle secondaria della Valle di Susa si dirama dall’abitato di Susa fino a sconfinare in Francia ed è racchiusa tra il Rocciamelone e il massiccio del Moncenisio. Questa Vallata prende in nome dal Torrente Cenischia che la attraversa per tutta la sua lunghezza.

Le meraviglie di questa zona sono molto rinomate: infatti oltre al sopracitato Rocciamelone, è molto famoso il Lago del Moncenisio e la relativa diga, le varie fortificazioni sparse intorno al Colle del Moncenisio, le Cascate e l’abbazia di Novalesa e il piccolo borgo di Moncenisio, uno dei comuni meno popolosi d’Italia!

Però anche i luoghi meno conosciuti e un po più nascosti presenti in questa Valle sapranno regalarvi emozioni, e la Cime du Bard è completamente all’altezza di questo compito!

Cima di Bard - Val di Susa - vetta
  • La Cime du Bard è una montagna alta 3168m e rappresenta una vetta minore del più famoso Monte Giusalet.

    Il percorso per giungere in cima è davvero splendido e parte da un luogo altrettanto caratteristico e meraviglioso, il Lago Arpone. La lunghezza del percorso è di 13,6Km e si affrontano 1442m di dislivello positivo.

    Dopo aver attraversato un fitto bosco di larici si entra nel vallone sottostante la cima dove i prati sono intervallati da pietraia e dai numerosi corsi d’acqua che si formano con lo scioglimento delle nevi. Tutto questo vi accompagnerà fino a un vero e proprio gioiellino incastonato nella roccia: il Bivacco Piero Vacca!

    Dopo quest’ultimo inizia il pezzo più complicato e faticoso dell’escursione ma ad alleviare le vostre sofferenze ci sarà il panorama sul Lago del Moncenisio che, una volta giunti in cima vi lascerà completamente a bocca aperta.

Descrizione itinerario per Cime du Bard

Una volta parcheggiata la macchina nel piazzale antistante il Lago Arpone, si prende il sentiero sulla sinistra che passa sopra alla diga omonima. Dopo qualche metro un cartello indicante la Capanna Piero Vacca vi indicherà la via da seguire.

Il sentiero da seguire infatti, è proprio quello che conduce al bivacco Piero Vacca che si snoda dapprima in un bosco di larici per poi sfociare sotto le pendici del Cime di Bard e del Monte Giusalet dove un tempo era presente un ghiacciaio chiamato proprio Ghiacciaio di Bard ormai completamente ritirato. In questo passaggio è presente una fontana chiamata “Vairetta” dove è possibile rifornirsi di acqua fresca.

Proseguendo su pietraia nel vallone splendidamente rigato da numerosi torrenti nati dallo scioglimento della neve, si raggiunge il bivacco. Questa costruzione ospita 15 posti letto ed è dedicata a Piero Vacca, Capo Squadra dei Vigili del Fuoco di Torino.

Da qui inizia il tratto più complicato e faticoso del sentiero. Infatti, nonostante una forte presenza di segni bianco-rossi e ometti, il sentiero non è più battuto e facilmente individuabile come prima e la pendenza diventa sempre più pronunciata. La crescente fatica durante la salita viene comunque ripagata dall’arrivo sul plateau sommitale a quota 3168m dove la vista spazia dai Denti d’Ambin alla sottostante Val di Susa dominata dal Rocciamelone passando per lo splendido Lago del Moncenisio.

Purtroppo non vi è nessun segno distintivo per segnalare la vetta se non degli sfaciumi accatastati. Il ritorno si svolge sullo stesso sentiero dell’andata.

Punta Nera

L’ultimo “tremila” nascosto da scoprire ci porta adesso in una piccola valle secondaria posta sopra l’abitato di Bardonecchia, la Valle della Rho.

Questa valle racchiude al suo interno paesaggi incantati: i fitti boschi di larice “rigati” dal letto dei vari torrenti che solcano la zona vi accompagneranno durante la salita intervallati da ampi pascoli in fiore che, nella parte più alta di questa escursione, lasciano spazio ad una ampia pietraia detritica dal colore scuro che dà il nome alla nostra meta.
Oltre a quella naturalistica, un’altra ricchezza che caratterizza questa zona è quella storica.

Infatti le due strade sterrate che la percorrono in passato furono usate molto battute e utilizzate in diversi scontri militari, prima tra il ducato di Savoia e il Delfinato e, successivamente, tra Italia e Francia. Molto strategica e ben conservata la “Caserma L” incastonata nelle rocce che si incontra lungo il percorso.

  • La Punta Nera è una montagna delle Alpi Cozie alta 3047m posta proprio sullo spartiacque tra la Valle di Susa in Italia e la Maurienne in Francia.

    Questa Montagna presenta due sommità, separate da una insellatura, una a quota 3047m e l’altra, molto più panoramica e con la presenza di una Croce di ferro, posta a 3041m. Il caratteristico nome di questa vetta è dovuto al colore particolarmente scuro dei detriti che dormano la pietraia sommitale.

    La salita per giungere in cima percorre per intero la Valle della Rho e la scarsa frequentazione di queste zone ne accresce la bellezza e il pregio naturalistico.

Descrizione itinerario per Punta Nera

La partenza per raggiungere la Punta Nera ha inizio alle Grande della Rho, sopra l’abitato di Bardonecchia. È possibile parcheggiare l’auto in uno slargo alla fine del borgo in prossimità di una fontana. La strada che giunge fino alle Grange della Rho è in buono stato e, con le dovute attenzioni, percorribile da tutte le auto.

Una volta lasciata la macchina si imbocca subito la sterrata che si presenta dinanzi a voi. La strada si immerge quasi subito in un fitto bosco di larici e prosegue con un esigua pendenza. Dopo poco si raggiunge la Cappella della Santa Maria della Visitazione al Monsterrat nelle cui vicinanze è presente una fontana per fare rifornimento d’acqua. Dopo circa 1,5 Km si affronta un tratto in leggera discesa che ci conduce all’attraversamento del Rio Roubans.

Una volta passati sulla destra orografica della valle la strada sterrata diventa sempre più un sentiero, restringendosi, e la pendenza inizia a farsi molto più decisa. In questo tratto in fondo è particolarmente dissestato: la progressione infatti viene resa difficoltosa dalla copiosa presenza di pietre di medie dimensioni. Proseguendo, il sentiero porta a riattraversare il Rio proprio sopra la splendida cascata che quest’ultimo forma e da qui si prosegue adesso su un sentiero più regolare e meno accidentato. Dopo alcuni tornarti in rapida successione si giunge in prossimità della “Caserma L”. Questa caserma, costruita nel 1937, è una struttura a due piani in perfette condizioni incastonata in un roccione.

Superata la struttura si entra nel Piano dei Morti: un pianoro su cui prosegue la traccia circondato sulla parte destra da ampi prati verdi mentre sul lato sinistro da imponenti distese detritiche poste alla base dei Tre Re Magi, della Cima della Planette e della Gran Bagna. Continuando sul sentiero attraverso il Piano dei Morti, dopo un tratto pianeggiante, si incontra sulla destra un ometto formato da una pietra bianco posta in verticale. È questo il segnale che indica di lasciare il sentiero che prosegue verso il Colle della Rho per continuare sulla traccia che sale lungo i pendii erbosi.

Il sentiero risulta in questo tratto poco evidente ma comunque di facile individuazione. Si giunge così in breve alle pendici del Roc de Jany e del Piccolo Colle della Rho dove i verdi pascoli lasciano spazio alla pietraia e il sentiero ritorna ad essere marcato. Si compie adesso un traverso con pendenze moderate per evitare un grande affioramento roccioso. Fatto ciò il sentiero ci porta con una forte pendenza a riguadagnare il filo di cresta.

Il tratto sul crinale presenta pendenze considerevoli ma non è lunghissimo e infatti in breve ci porta ad effettuare un lungo traverso in direzione della piccola depressione posta tra le due Cime. Una volta giunti su questa depressione si percorre il filo di cresta che collega del due Cime per poterle raggiungere entrambe. La punta posta a Nord-Ovest è in territorio francese e raggiunge i 3047m mentre quella posta a Sud-Est è in territorio Italiano e sulla sua sommità, a 3041m, è posta una croce di ferro.

Sulla via del ritorno è altamente consigliato allungare fino al Colle della Rho per godere di un ampio panorama sulla sottostante alta Maurienne.
Tralasciando questa deviazione il sentiero per il ritorno è il medesimo di quello di andata fino alla “Caserma L”.

Giunti a questo punto, tenendosi sulla sinistra si imbocca l’altra strada sterrata che percorre la Valle della Rho. Questa sterrata è in ottime condizioni con un fondo poco disconnesso e ci permette di percorrerla ammirando l’imponente catena dei Re Magi da un posizione davvero invidiabile. Molto suggestivo inoltre il ponte sul Rio Rebour e la successiva galleria. Con un pendenza molto dolce la sterrata perde dislivello lentamente attraversando verdi pascoli. Una volta raggiunto il bosco si scende più decisi fino ad arrivare all’inizio delle Grange della Rho. Percorrendo la strada all’interno dell’abitato si giunge presso la fontana dove è stata lasciata la macchina.

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MATTEO MARINO

Autore di Visit Val di Susa

Matteo Marino, classe ’93, nato e cresciuto in Val di Susa. Le Montagne che mi circondano fin dalla nascita non potevano che far nascere in me la passione per l’escursionismo e i veri abitanti di queste zone, gli Animali! Insieme al mio inseparabile e fedele amico a quattro zampe Aaron sono sempre alla ricerca di nuovi luoghi da esplorare e vette da “conquistare”!

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